Segui @EdoardoGnoli

G.A.S.

LE ORIGINI

Mi riesce difficile trovare un’introduzione adeguata per questi due figuri che hanno segnato in maniera indelebile gli anni del liceo.
Anni che sono volati, a pensarci bene, perché in classe si tendeva a coglioneggiare.
Il risultato? I tre voti più bassi alla maturità e delle situazioni diventate leggendarie.

Ma andiamo con ordine: Simon, al secolo Simone Di Iorio, entra nella mia vita nel settembre del lontano 1997, quando ancora pesa 112 chili e ha un sacco di capelli. A dire il vero, il primo anno di scuola non leghiamo molto, perché forse manca quel qualcosa che ci accomuna (ok, c’è l’Inter, ma ancora non basta). Poi, a fine anno, arriva il pretesto: veniamo incaricati da Sua Maestà Gerardo il Meschino in persona di forgiare ed allevare le nuove generazioni del Quasimodo in una sorta di riedizione della quarta ginnasio [sì, sono il maestro degli eufemismi…].

E quindi, l’anno successivo ci ritroviamo lì, con tre discepoli da crescere, sapendo bene che solo uno di essi diventerà IL nostro vero allievo.
I candidati sono Enrico Bianchi (il quale non passa le selezioni poiché troppo serio e troppo religioso), Michele Cambianica (che sparisce in seguito ad una una mutazione genetica subita dopo che il suo DNA entra in contatto con quello di un calabrone) e Andrea Bollini. Quest’ultimo sembra una persona seria, ma due minchioni come Simon e me vedono subito in lui le potenzialità per diventare uno di noi.

21be7e04944e240a17e9a4602892ee861522c284332ec81c47e4fe32a7eb03a33

L’addestramento non dura molto, Andrea apprende subito. Ma il culmine, l’esplosione del trio G.A.S. arriva per forza di cose in quinta ginnasio. Eh sì, perché in quarta Simon ed io andiamo un po’ meglio di Andrea, quindi non rischiamo nulla. Ma l’anno successivo, i risultati conseguiti e gli sforzi (non) fatti, ci fanno guadagnare l’acronimo di G.A.S. (Gruppo Andicappati Scolastici, lettere che indicano anche i nostri tre nomi: Gnoli, Andrea e Simon).
E così, tra un 3 in matematica e un 4 in latino, tra un 5/6 in italiano e un 2 in greco, ci si ritrova al liceo, passando per una gita a Napoli che resterà memorabile soprattutto per il carrellino-pesazaino con cui Simon si presenta alla partenza, oltre alla banana che io me magno in linea diretta con la premiazione degli Oscar.

Il gruppo G.A.S. al liceo si evolve: tra un intervallo e un altro, tra una partita a calcio a educazione fisica e un’entrata alla seconda ora per evitare l’interrogazione di fisica, acquistiamo consapevolezza del nostro essere pirla.
Il muro della classe dietro di noi diventa un capolavoro: campeggiano i nomi di Lupin (Edo), Gigen (Andrea) e Gemon (Simon), per celebrare i nostri furti di versioni, insieme a quelli di Don Giovanni (Andrea), Rodolfo Valentino (Edo) e Casanova (Simon) per celebrare i nostri insuccessi con le donne.
E potrei star qui a narrare di pomeriggi passati a fingere di ascoltare le lezioni di filosofia di John, di ore ed ore passate a ritagliare fotocopie e fare collage di pezzettini di carta in vista dei compiti di autori…
Invece preferisco raccontare eventi specifici: come quella volta in cui chiedo a Simon un’informazione fantacalcistica (“Psss Simon… domenica gioca Cordoba?”) durante una versione di latino, di quando Andrea tiene per 40 minuti le versioni tradotte, lasciando a Simon 15 secondi per copiarla dopo di lui, di quell’interrogazione in cui Simon sembra il più disperato e poi va al a posto con un 7, mentre Andrea ed io ci sentiamo appellare “Caproni” dalla cara Locatelli; e che dire di quella lezione di matematica in cui la Labria chiama alla lavagna uno ad uno tutti i componenti della classe tranne noi tre? E di frasi indimenticabili come “Sono stato assente perché ero all’Oktoberfest!” o “E’ un libro obiettivamente bello, ma a me non è piaciuto” (entrambe dette da me all’Accinni)? E di interminabili cori di “Diciamo, insomma, appunto” nelle interrogazioni di Simon o della sua mitica esposizione di A Christmas Carol?
Pura poesia!

GLI ANNI DEL COLLEGE

Finito il liceo, il gruppo rischia di subire il contraccolpo che capita agli amici che si perdono di vista. Per evitare questa potenziale ecatombe ci si sforza di passare tempo insieme, anche al di là delle serate magentine. E allora, tutti a Praga ad ammazzarsi di birra all’U-Fleku, gita nella quale, va detto, Andrea mi dà una tanto consistente quanto inconsapevole testimonianza di amicizia. E tutti a bere assenzio e poi al cabaret, a fare conoscenza con Gina… e mai dimenticherò la faccia di Andrea, immerso tra le tette di quella splendida, brava ragazza; e poi tutti in vacanza in Sicilia, dove tra un cannolo e una cassata, Simon cerca di rubarmi la donna (ah! il buon vecchio marpione Simon…) e Andrea viene punto da una medusa. Anche in Trinacria, ovviamente, Simon regala citazioni incancellabili, su tutte “Damme ‘na spinta!.. Tu dammela!” e momenti da raccontare ai nipoti, come gli spaghetti mangiati crudi, i salti per mangiare le bolle di sapone, la volontà di comprarsi arco e frecce al mercatino (ma chissà poi che cazzo doveva farci?) e il carrello riportato al supermercato.

6addaf1e4f0c5e33df9a096792052460

E anche feste di compleanno, qualche serata in discoteca, qualche exploit di Andrea al Touchquarter a casa mia, qualche viaggio ai Casoni, tra alcool e droghe varie. E sarebbe un reato non ricordare quella fantastica azione a PES che Simon sfoggia contro un impotente Andrea, senza guardare la TV, con entrambi sotto l’effetto di una bomba… Oppure, nella stessa vacanza, la mia gran vomitata giù dal balcone, direttamente sulle scale dei nostri odiati vicini francesi… Ah! Che ricordi…

IL PRESENTE

L’ultima vacanza insieme risale alla scorsa estate, in Liguria. Qualche giorno di mare, che Andrea passa per lo più in casa con la febbre a causa di un’insolazione. Ci divertiamo, soprattutto a dire stronzate in spiaggia fino alle 4 del mattino, tra facce beate e il rumore delle onde…

c6c3af105bcb69ac7cd9fa34e03f38bc

E’ una vacanza breve, ma intensa. E ne viene fuori la promessa di ripartire, da questa primavera, più assetati (di alcool) che mai.
Poi, purtroppo, Andrea cade in un turbine di non si sa bene cosa e sparisce. Nessuno sa che fine abbia fatto. Simon ed io, quali membri originari del gruppo andiamo avanti da soli, con tristezza ed una punta di amarezza, per aver perso un amico che meritiamo più di chiunque altro. La gita a Dublino (vedi sezione Eddielandia) va bene, nonostante l’assenza del terzo membro, e forse, a fare più male di tutto, è il non sapere se Andrea tornerà oppure no. Se è ancora vivo o gli è successo qualcosa di grave, tipo Patrick de Gayardon o Capitan Findus (che in realtà è morto, ucciso da un calamaro gigante).
Fortunatamente dopo soli (!) due mesi, Andrea rinsavisce (quindi non mi soffermo su questo capitolo triste della nostra storia) e il gruppo si ricompatta. E stavolta speriamo che sia una cosa definitiva.

Insomma, uno lo conosco da 10 anni; l’altro da 9. Ne abbiamo passate di cotte e di crude insieme.
Abbiamo sopportato due di picche, siamo scampati ad una decina di bocciature (in tre), ci siamo rialzati dopo sbronze colossali.
E siamo ancora qui.
Per quello che dev’essere un nuovo punto di partenza.

E ricordate sempre il nostro motto: W IL CAZZO!!!

Lascia un commento