apr 06

Quarti di finale
FCM – Very Strong 2-6

 

Ho pensato che è giusto mantenere un filo logico con l’anno scorso, per descrivere l’uscita di scena dal torneo.

Un anno fa, le citazioni erano con i miti greci. E se qualcuno aveva trovato noioso l’articolo, quest’anno si butterà giù dalla finestra, perché stavolta lo spunto viene dalla teoria sulla relatività e dal film più incompreso e (per noi bestie) più noioso della storia del cinema: 2001: Odissea nello spazio.

Va detto che io con la fisica non c’azzecco molto, mentre Kubrick è uno dei miei registi preferiti.

Quindi non sono troppo sicuro che si arriverà ad una conclusione.

Ma ci provo.

Relatività, 2001… temi difficili da capire.

Come difficile da capire è il motivo per cui ce ne andiamo sempre a casa.

Sarebbe facile dire: “Siamo scarsi!”… No. Cioè: lo siamo, ok. Ma non è solo quello il motivo.

Vero che siamo la squadra che più ha sfigurato nei quarti, ma i motivi vanno ricercati altrove.

Secondo la teoria di Einstein, tutto è relativo.

Spiegazione paradigmatica per gente come Nico che sicuramente non capirà: se vediamo che siamo usciti ai quarti, potremmo essere soddisfatti. Se vediamo che abbiamo perso sempre nel ritorno e siamo andati a casa dopo un pesante 2-6, dobbiamo farci delle domande.

Insomma, chiunque può essere soddisfatto o meno per il risultato raggiunto. Ma dobbiamo renderci conto che si può e si deve migliorare.

Difficile da capire eh?

Me ne rendo conto.

Prendiamo il film di Kubrick. Dovessi commentarlo al bar tra amici direi: “Che palle”. Però, anche qui il discorso è relativo.

I critici lo considerano il miglior film di sempre. Ed effettivamente quando guardo la scena iniziale mi viene la pelle d’oca.

 


 

 

 

Una scena prolungata in cui non servono parole. Bastano le immagini e la musica per sconvolgere gli spettatori.
Anche il resto del film è così (però è difficile da reggere per intero). Un filone comune dei film di Kubrick è iniziare alla grande per poi spegnersi un po’, ma qui si dovrebbe iniziare una discussione cinematografica su un regista che ho seguito e studiato tramite libri e corsi, e sinceramente non ho voglia di dare perle ai porci.

Concentriamoci sull’inizio, benché sia difficile da capire: la situazione di normalità, in un ambiente per forza di cose primitivo, è stravolto dall’arrivo di Dio (o della rappresentazione di esso). Se vogliamo, il monolite, rappresenta anche la conoscenza.

La conoscenza porta a voglia di primeggiare. E ciò provoca la violenza, il degrado e il declino.

Inutile sbuffare: è il significato del film.

E allora, entrando in quello spogliatoio, l’altra sera, l’apparsa del monolite nero forse ci ha fatto lo stesso effetto che ha fatto ai primati nel film.

Perché, diciamocelo chiaro: a giocare a calcio sembriamo delle scimmie!

Forse ci ha dato la consapevolezza di esserlo e quindi la sconfitta è stata causata proprio dal monolite (che guarda caso ci aveva accompagnato nella nostra più brutta performance un annetto fa…).

Chi può dirlo? Difficile da capire…

Di certo c’è che, dalla comparsa di quel pezzo di materia nero nello spogliatoio, ognuno è regresso alle proprie debolezze. Pensateci: Nico è arrivato con 85 minuti di ritardo; Luca (che si preparava ad una partita del genere come un atleta si prepara per 4 anni all’Olimpiade) ha giocato 6 (sei!!!) secondi; Oscar, nel bel mezzo del discorso di preparazione del mister, mi si è avvicinato e con aria fiera mi ha fatto notare che sotto la maglietta avrebbe indossato una t-shirt Emporio Armani; successivamente si è messo (in campo) a gridare come un pazzo contro il mister (“Dai vaffanculo, proprio in ’sta partita dovevi farti male?!”).

Preoccupante.

Ma ancora più preoccupante, e chi ha visto il film lo sa, è che questa situazione di distruzione si presenta ciclicamente. Dalla preistoria, fino al futuro (che nel film è l’anno 2001), chi si trova davanti al monolite, alla conoscenza, ne subisce gli effetti.

Ora mi e vi pongo una domanda: conviene non entrare più nello spogliatoio dove c’è il monolite o forse, ma è solo un’ipotesi, conviene trovarsi ad avere la consapevolezza di essere forti ed attrezzati per fare bene?

Anche qui, ognuno darà la risposta che ritiene più opportuna.

mar 21

E’ vero: st. Patrick’s day era già passato da due giorni ma evidentemente la sua scia, verde e un po’ pregna dei fumi della birra, era ancora nell’aria…

Forse quello, forse il vento più dublinese che milanese, forse la certezza di essere i più forti (ormai è appurato) o forse la sfortuna ci hanno portato ad un passo dal tracollo.
Due volte in vantaggio, due volti raggiunti. E poi superati all’ultimo.
E il sogno dei quarti che andava sfumando…
Poi, nello spogliatoio, i minuti sono passati all’insegna  dell’armonia tra i popoli e la pacifica analisi della partita ci ha portato all’incredibile scoperta: quei babbazzi dei Lok. A-fefè stavano perdendo 3-0.
E d’altra parte, schierando in attacco il nipote di Nonno Felice e in difesa Scarface, che cazzo volevi vincere?
Noi, dalla nostra, dopo lo spirito di squadra ci abbiamo messo tanta sportività, assistendo alla fine della partiva che ci laureava “Campioni degli ottavi”.

Dopo la partita,  chiaramente, si doveva festeggiare.
Tutti a mangiare la pizza e poi quasi tutti (complimenti al presidente per l’ottimo esempio dato) al Tocqueville.
E qui, vale la pena raccontare com’è andata…

Il sottoscritto si è fatto tutte le ragazze presenti in discoteca, escluse quelle che i suoi amici non si sono fatti.
Nico Cazziglioni si è fatto Fra. Che palle. Cambiare no?
Max Lamazza si è fatto una tartarre di echinacea, poi ci ha provato con qualche minorenne confessando di non indossare le mutande, poi è sparito. Qualcuno narra di averlo visto in Porsche a farsi una figura non meglio identificata.
Gigi Zizzagna ha provato per tutta sera a convincere una bulgara che l’Audi è meglio della Dacia. Poi, quando ha capito che non sarebbe riuscito a vendere la R8 che le stava proponendo, le ha chiesto se poteva controllare se i suoi airbag anteriori fossero a norma. Nessuno sa quale sia stata la risposta.
Luca Salvalaggio si è fatto fuori una bottiglia di Vodka. Absolut. La Greygoose non c’era già più.
MA si è fatto la Greygoose. Pagata dal sottoscritto. E pensare che io non sapevo nemmeno come aprirla…
Fabri_the_manager si è lanciato nella sala Milf, poi è sparito. Pare sia stato visto farsi qualcuno sulla Porsche di Max. Erano entrambi molto ubriachi…

Faccio presente che al momento di pagare sono spariti tutti come degli infami. Salvo solo i ragazzotti Nico e Gigi e, ovviamente, MA che era esentato.
Devono tornare almeno 100 euro, merde, che io sono quello che guadagna meno di tutti!

E con questa ennesima testimonianza di spirito di squadra, finisco il racconto della serata.
Bisognerebbe aprire un capitolo anche sulla qualificazione e sulla partita… per la qualificazione, meglio di no (per come è venuta), per la partita, a breve la pagelle!

feb 23

5a giornata ritorno
Ragazzi fuori – FCM 3-3

Per questa settimana, niente articolo e niente pagelle.
Siamo tutti indignati e schifati per quello che è successo alla partita.
In segno di protesta, dichiariamo il silenzio stampa.

feb 13

4a giornata ritorno

FCM – Polenta e Osei 2-3

 

Stavolta faccio davvero fatica a trovare spunti per mettere insieme un articolo come si deve.

Speriamo che la sconfitta ci serva per rialzarci e proseguire il bel cammino che abbiamo fatto fino ad ora.

E’ evidente che stiamo sbagliando qualcosa!

Dobbiamo farci un bagno di umiltà, e entrare in campo sempre con la mentalità giusta.

E soprattutto pensare meno alla gloria personale e di più al bene comune.

Ricordo a tutti che arrivando primi raggiungeremmo automaticamente I quarti di finale, il che vorrebbe dire record storico.

Ma possiamo riuscirci soltanto vincendo sempre.

Ci restano da giocare 4 partite. E ieri sera, nello scontro diretto, i Lokomotiv Afefe hanno battuto gli Yuppies, quindi siamo ancora !

Abbiamo fatto un punto in due partite. Da qui alla fine dobbiamo farne 12.

 

Riguardo a ieri sera, ho preso una decisione: inauguro una nuova rubrica, intitolata “You’re doing it wrong!”.

Ad ogni match, individuerò un giocatore che ha commesso un evidente errore e la sua pagella sarà condita con una foto della collezione.

Un modo come un altro per puntare il dito.

Scherzo ovviamente: non si cerca il colpevole, solo si sdrammatizza un po’!

 

E, lo so: ieri sera un po’ tutti abbiamo sbagliato… ma la regola è: uno a partita!

feb 06

3a giornata ritorno

FCM – Lokomotiv Afefe 3-3

 

La giornata è iniziata con un’altra disavventura per Max: rimasto vittima di uno scippo, ha inseguito per 28 km (percorsi in 7 minuti) il malvivente senza però riuscire a raggiungerlo.

Quindi Joao ha avuto la sua vendetta.

E’ anche vero che Max ha saputo trovare svariati lati positivi anche in una situazione del genere: infatti nella sua ottica ha fatto footing e, durante l’inseguimento, è passato per un campo nel quale ha approfittato per la classica shitting open-air.

Mr.Salvalaggio, che aveva dato appuntamento alle 21.10 per una bella preparazione è arrivato 3 minuti prima dell’inizio della partita, lasciando in balia della tristezza il resto della squadra.

I ragazzi erano infatti rattristati dalla notizia della colite del presidente.

L’unico modo per far tornare il sorriso era pensare che senza Oscar le probabilità di perdere la partita andavano ad approssimarsi allo zero!

 

Durante il riscaldamento la concentrazione era altissima in tutti tranne che nel rientrante Nico che gigioneggiava nel campo con un ombrello aperto in mano. E questo atteggiamento gli condizionerà l’intera partita.

L’inizio è disastroso. Dopo pochi minuti gli avversari erano già avanti 1-0.

In un tentativo di difesa del forte Luca si infortuna gravemente ad uno stinco e per essere sostituito è costretto a trascinarsi fuori dal campo, rantolante dal dolore.

Credetemi: la scena ricordava tantissimo quella del film gli intoccabili, quando Sean Connery, appena crivellato da decine di proiettili, si trascina insanguinato sul pavimento e fatica a respirare.

Poi Nico, superficiale come al solito, si va ad avventurare in un sombrero al limite della nostra area; la sua spocchia ci porta a capitombolare, infatti un avversario gli ruba palla e insacca il 2-0.

Inspiegabilmente a pagare è Edo, che viene richiamato in panchina dal mister.

Edo in panchina non ci mette né uno né due e chiama il presidente per lamentarsi, ma per tutta risposta ottiene dei rumori sommessi che ricordano molto delle sonore loffe che rimbombano nella tazza.

Capendo la situazione, Edo riattacca e fa giusto in tempo a godersi la magistrale sforbiciata di Luca che va a stamparsi sull’incrocio dei pali.

Nella ripresa, la sfuriata del mister è degna del miglior Mourinho e viene data una seconda chance a Edo, che viene impiegato ancora nell’insolito ruolo di centrocampista.

Gli fa posto il povero Gigi, sacrificato per l’equilibrio della squadra che aveva bisogno di essere più offensiva, con Max e JetSabe sulle fasce, Nico (un po’ più umile di prima) a costruie gioco da dietro, Luca e, appunto, Edo a metacampo e Ambrogio come boa per favorire gli inserimenti da dietro.

A metà ripresa Luca accorcia le distanze proprio grazie a un buon inserimento su sponda di JetSabe, poi un contropiede dei fratelli Gnoli porta al gol del pareggio.

Quindi qualche buona azione da entrambe le parti, con una bella parata di piede di Dany, e finalmente i 5 minuti finali al cardiopalma: prima un’occasionissima per gli avversari: palla sulla sinistra, tiro a botta sicura e JetSabe, che ormai aveva mentalmente accettato l’idea della sconfitta, che decide di andare a chiudere per scrupolo, quasi per poter avere la coscienza pulita e riesce a chiudere miracolosamente.

Fatto il suo, JS, decide che è arrivato il momento di staccare la spina e pensare alla sua fidanzata, proprio mentre gli avversari battono un angolo; stavolta niente scrupolo per il terzino innamorato e gol beffa del 3-2.

Ormai mancava pochissimo, solo un prodigio poteva salvarci, ed ecco che Ambrogio batte da metacampo direttamente in porta, portiere battuto ma palla che si stampa sul palo, im mezzo agli occhi attoniti di tutti i componenti delle due squadre; tutti tranne uno: il Mr. Lottatore che si lancia sul pallone come un orso si butta sull’ultimo salmone del fiume. Zampata al volo e palla nell’angolino.

E’ il gol del definitivo 3-3.

E’ il gol che ci consente di restare a + 4 sulla terza.

 

Alla fine, possiamo essere certi di una cosa: ci fosse stato Oscar, avremmo perso sicuramente.

feb 04

2a giornata ritorno

FCM – Figli della Birra 4-2

 

Già, -17…
Non si parla solo dei punti di distacco che ci sono ora tra noi e i Figli della birra…

Dovete sapere infatti che la denominazione “campionato invernale” non è casuale.

Il nostro torneo si svolge in un campo di Milano vicino ad una ferrovia, ma in certe serate sembra di essere in Siberia. 

La partita contro i Figli della Birra è andata in scena alle ore 22.00 di giovedì 29 gennaio.

Le condizioni climatiche ottimali hanno reso piacevole il match, sin dalle prime battute di gioco.

 

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Le due squadre entrano in campo

La mitica FCM, orfana di Nico rimasto a casa per preparare l’esame per diventare procuratore, si è presentata in campo forte del primo posto in classifica.

Negli occhi degli avversari si poteva leggere la paura, di fronte e mostri come Dany, Max e Ambreus.

La paura si è presto trasformata in rispetto e per sbloccare il risultato ci è voluta la solita mossa tattica del miglior Mister del mondo: i fratelli Gnoli in campo insieme.

Da una palla recuperata da Max è partito il contropiede che ha portato al vantaggio di Gnoli jr.

I figli della birra, poveretti, ci hanno anche provato, ma si sono continuamente scontrati contro il famoso “tuffo al contrario”, funambolica esperienza fisico-sensoriale che ha reso Dany famoso nei cantieri di mezza Lombardia.

Poi da un goffo errore di quel babbo del loro libero è nato il 2-0, ancora con la firma di Ambreus.

Nel secondo tempo, JetSabe (che si è presentato al campo con una giacca rubata) ha macinato una ventina di chilometri senza però consumare combustibile: questo suo movimento ha creato gli spazi necessari per arrivare al gol del 3-0, siglato da l solito Gnoli jr. che non ha lasciato neanche le briciole ai compagni.

A risultato acquisito, ognuno ha iniziato a pensare ai cazzi suoi: Max pensava a cosa scrivere sul suo diario segreto, Luca si è reso conto che erano già due ore che non si faceva una lampada, Oscar pensava che il clima siberiano gli piaceva molto, il sottoscritto pensava a cosa scrivere nell’articolo e JetSabe guardava per terra cercando margheritine per il suo passatempo preferito.

 

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M’ama o non m’ama…?

Ed in un batterdocchio ecco che quei disgraziati ci avevano quasi raggiunto: 3-2.

Allora ancora quella bestia di Ambrogio piazza l’ennesima mina che buca le mani al portiere.

4-2 e tutti a casa!

Dopo la doccia (e sottolineo: dopo!), Max si è fermato un attimo in un campo a cagare, per poi pulirsi con una foglia, come suo solito.

Questa vittoria ci avvicina sensibilmente all’obiettivo minimo stagionale (gli ottavi), ma bisognerà vincere la prossima, vendicando la brutta sconfitta dell’andata per mettersi in una posizione di quasi-sicurezza…

 

A giovedì!