feb 07
Category: fcm-2007-torneo

Giovedì 10 luglio 2008
Gara 7 – Ottavi di finale
FC Milano – Peones 7-8

Lettore, annuncia ai milanesi che qui morimmo obbedienti al loro comando

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Nell’antica Grecia, dopo una battaglia o una guerra, si sceglieva un oratore per scrivere l’epitaffio agli eroi caduti.
Dopo la guerra del Peloponneso, gli ateniesi scelsero Pericle: sommo oratore che, in quanto generale, era stato sul campo. Quindi chi meglio di lui poteva dedicare parole onorevoli ai caduti?
E allo stesso modo, oggi, mi trovo a dover scrivere dei versi che riecheggeranno per sempre in ricordo degli otto epici guerrieri che ieri sera hanno combattuto strenuamente fino all’ultimo secondo, sopportando i tiri degli avversari che arrivavano come dardi scagliati da ogni luogo e oscuravano i riflettori.
Le armate del generale Peone, superiori nel numero, hanno attaccato dal primo all’ultimo minuto per conquistare il campo nella battaglia delle Baggiopili.
Per la FC Milano, degna erede dell’antica Grecia, si sono battuti come prodi guerrieri otto uomini che hanno però hanno avuto la colpa di macchiarsi di tracotanza e che quindi hanno indispettito gli dei.
Giovani e meno giovani, belli e brutti, normodotati e Max, si sono uniti per il bene della squadra della città di Milano.
Come se i filosofi guerrieri ateniesi e si fossero uniti ai cruenti combattenti spartani. Insieme per la guerra. Insieme come non mai.
In rappresentanza della capitale Attica, c’erano: il prode Mimmuz che, come Patroclo non doveva andare in guerra, lui non doveva essere in porta. Ma ci è andato, valoroso e coraggioso. E la sua presenza ha spaventato gli avversari. Solo il colpo di un dio (Apollo nell’Iliade, probabilmente Allah ieri sera) ha potuto ferirlo. Poi è stato facile approfittarsene e segnargli altre reti; e come nel capolavoro omerico, hanno avuto la meglio su di lui quei grandi figli di Troia. Assieme a lui, si sono battuti in mezzo al campo di battaglia (e di calcio) i due più valorosi eroi achei: Achille e il cugino Aiace (Luca e Oscar) che hanno lottato nella polvere come tigri nell’arena, uno senza mai chiedere l’aiuto degli dei e l’altro colpito nel momento più importante nel suo unico punto debole; poco più avanti c’erano il re degli uomini, Agamennone (Ambrogio) e lo scaltro Ulisse (Edo): il primo ha inflitto duri colpi agli avversari, schiacciandoli sotto il peso della sua possenza fisica e del suo fiuto per il gol, il secondo usando il suo multiforme ingegno, ha ideato lo stratagemma dell’infortunio (un moderno cavallo) per colpire i nemici dove faceva loro più male. Per quanto riguarda la difesa, chi poteva interpretare il ruolo meglio dello schieramento peloponnesiaco? La loro collaudatissima falange oplitica ha retto come meglio poteva, fino all’ultimo, guidata dal re Menelao (Nico) che, furente per la mancanza della fidanzata così come lo era il re di Sparta per il ratto di Elena, ha impartito ordini fino allo strenuo delle forze, dal generale Leonida (Roby) che ha gridato, sudato, sanguinato e respinto attacchi fino a che le ferite non l’hanno menomato e dall’eroico Dienece (Max) che non ha avuto paura di niente, nemmeno della sconfitta, nemmeno per un minuto.
Ecco quindi un più che meritato epitaffio agli otto della battaglia delle Baggiopili.
E che queste parole servano a spronare le generazioni future e la squadra che a settembre affronterà il prossimo torneo.
 
 
In una circostanza come la nostra è giusto e doveroso tributare agli otto eroi questo onore del ricordo, poiché nel susseguirsi delle generazioni essi, che sono stati sempre gli stessi a vestire la nostra maglia, l’hanno trasmessa, grazie al loro valore, libera fino ad adesso. La maggior parte delle vittorie l’abbiamo acquisita con il gioco di squadra, e siamo stati noi ad approntare un gruppo autosufficiente sotto tutti i punti di vista, sia per la guerra che per la pace.
Per prima cosa chiarirò partendo da quali principi ispiratori siamo giunti a questa situazione e con quale modo di vivere si sia formata la nostra potenza; procederò quindi all’elogio dei caduti, poiché ritengo che nella presente occasione sia doveroso dire queste cose, e che sia utile che tutta la folla di cittadini e stranieri le intenda.
Abbiamo un sistema che non copia le leggi degli altri, e più che imitare gli altri, noi siamo da modelli per qualcuno. Abbiamo decisamente i palloni più belli e le divise più prestigiose, tutte griffate secondo il volere del Presidente. ma per quanto riguarda l’autorità questa si acquista nella misura in cui uno acquista prestigio in un certo ambito, e nella vita pubblica, come nel calcio, non si è stimati tanto per la parte cui si appartiene quanto per il merito e per i risultati, e di certo noi ci siamo comportati in modo da acquistarci la stima dei tifosi e anche degli avversari. In modo libero viviamo la vita calcistica. Abbiamo concesso alla mente moltissimi momenti di riposo dalle fatiche: siamo abituati a gare e feste con sacrifici pubblici per la durata dell’intero anno e a splendide cose private, il cui godimento quotidiano tiene lontano la pena. Anche nella preparazione alla partita siamo diversi dai nostri avversari, per questi motivi: teniamo alla nostra squadra e non succede che con decreti di espulsione degli stranieri impediamo a qualcuno di giocare con noi o apprendere o vedere qualcosa che se non rimane nascosto potrebbe essere di utilità a un nemico, perché non facciamo affidamento su preparativi e sotterfugi, ma sul coraggio che nasce nel profondo di noi e si manifesta nelle nostre imprese. Se i nostri nemici hanno la meglio su solo alcuni di noi si vantano di averci respinti tutti, e se sono sconfitti dicono di aver perso contro uno squadrone.
Anche in questo mostriamo la nostra differenza: agiamo con audacia e sappiamo ragionare freddamente su ciò che stiamo per affrontare, mentre per gli altri l’ardimento nasce dall’ignoranza, e la riflessione procura titubanza. A buon diritto dovrebbero essere considerati coloro che hanno la maggiore forza d’animo quelle persone che conoscono con estrema chiarezza ciò che è terribile e ciò che è piacevole, e che ciò nonostante non si sottraggono ai pericoli. Anche per la generosità siamo all’opposto rispetto alla maggior parte, perché ci procuriamo gli amici non traendo ma procurando vantaggi. E siamo i soli che aiutiamo un altro senza timore, non per un calcolo interessato, ma per la fiducia che deriva dalla libertà. Riassumendo, dico che la nostra squadra, nel suo insieme, costituisce un vivente ammaestramento per Milano, per i milanesi e per tutti i lettori e mi sembra che ogni uomo possa, presso di noi, sviluppare una personalità autonoma sotto molti aspetti, spigliatamente e con modi raffinati. E che non si tratti di vuote parole esagerate nella presente circostanza, ma della verità dei fatti, lo dimostra la potenza stessa che la squadra ha dimostrato arrivando tre volte agli ottavi di finale e perdendo sempre per poco. Con grandi prove presentiamo una potenza che non è certo priva di attestazioni, degna di essere ammirata sia dai contemporanei sia dai posteri, e non abbiamo bisogno delle lodi che procurino un piacere momentaneo con le proprie parole, ma la cui interpretazione dei fatti venga poi demolita dalla verità: noi abbiamo costretto i nostri ospiti e chi ci ospitava a rendersi accessibile alla nostra audacia, ed abbiamo fondato dovunque monumenti sempiterni delle nostre imprese, negative e positive.
E’ stato per noi un onore soffrire fianco a fianco e anche perire, poiché si è perito lottando per una causa comune, sfiancandosi nell’intento di perseguire la nobile vittoria, la leggendaria Nike.
 
Combattendo per una tale squadra, questi otto uomini persero nobilmente ritenendo che non fosse giusto che essa uscisse agli ottavi, ed è naturale che tutti coloro che rimarranno e che giocheranno il prossimo campionato, saranno disposti a soffrire ancora per essa.

feb 06
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Martedì 1 luglio 2008
Gara 6
FC Milano – Men In Black 9-3 
No dai, ma vogliamo davvero parlare della partita?
 
Lavoro duro quello del giornalista. Non che io lo sia, ma nei miei appuntamenti settimanali in cui mi diverto a fare cronaca sportiva, mi trovo a dover cercare lo spunto in una battuta, a cercare l’ispirazione giusta per le pagelle e, lo ammetto candidamente, mi trovo a girovagare in internet per poi “riportare” le battute che mi piacciono di più. Né più né meno quello che fanno tutti i giornalisti.
Tutti, esclusi quelli che si inventano le notizie solo per vendere. Sfigati!
Ma posso capirli… sono dei dilettanti. E quello del giornalista è davvero un mestiere duro.
A meno che uno non conviva con dei casi umani come i giocatori della FC Milano. A quel punto è la notizia a cercare te.
E’ il caso di ieri. E siamo felicissimi di potervi dare questa esclusiva. Una notizia che i principali organi di stampa non hanno nemmeno appreso, noi ve la offriamo come antipasto della cronaca della partita.
 
Pochi sanno che ieri si è tenuta l’udienza preliminare per Mimmuz, arrestato la scorsa settimana per possesso di droga e con l’accusa di essere l’assassino di Cogne.
I migliori avvocati di Milano avevano rifiutato il caso, perché sarebbe stato impossibile vincere.
Solo un supereroe avrebbe potuto salvare il nostro portiere dalla pena capitale. E così è stato.
Per Max il primo di ogni mese è un giorno importante: un circolino rosso attorno ad ogni 1 del suo calendario gli ricorda che deve passare a riscuotere il pizzo da tutti i commercianti milanesi a cui ha costruito il negozio.
Ieri, alla fine del consueto giro, aveva raggiunto quota 7 milioni di euro, quindi ben oltre i 4,5 che c’erano da pagare come cauzione per Mimmuz.
Alle 14.30 si avviava verso il tribunale di Milano, accompagnato da due influenti personaggi facenti parte del mondo religioso (il prelato della Curia, Monsignor Cardinal Graffetti e il Dalai Lama), ai quali stava raccontando della sua avventura della sera prima: un’orgia a base di cioccolato al peperoncino con una gruppo di sedicenni brasiliane.
E proprio mentre il racconto si faceva piccante ed i suoi sottilissimi pantaloni di lino, aiutati dall’assenza delle mutande, tradivano un’eccitazione crescente (ed ovviamente devastante), uno sventurato ragazzo brasiliano ha avuto la colpa di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliatissimo.
Joao, questo il nome del ragazzo, scontrava casualmente Max. Pronta arrivava la battuta del prelato della curia: “Fratello Lavazza, questo è sicuramente il fidanzato di una delle tue amiche di ieri sera…”.
A questo punto Max veniva colto da un attacco accecante di gelosia ed iniziava a percuotere il povero Joao, fomentato anche dalle (insolite) risa del Dalai Lama.

 

Dalai+Lama
 Ih! Ih! Ih! Guarda come piange quel negretto…
Dai Max, fagli il culo!!!

 

La furia di Max non conosceva sosta fino alle 16.40, ora in cui passava di lì per caso una pattuglia della polizia.
Prontamente Lavazza fermava una vecchietta che passava di lì e, corrompendola con parte del denaro che aveva nella valigetta, la convinceva a fornire al ghisa un’incresciosa versione dei fatti. La signora dichiarava infatti di aver assistito a tutta la scena a partire dal tentativo di scippo ai danni di quel distinto signore col pizzetto, fino alla legittima difesa personale.
L’anziana signora, raggiunta poi nella sua abitazione di Rogoredo dal nostro giornalista (sempre il sottoscritto) non ha voluto rilasciare dichiarazioni e ha chiesto di essere lasciata in pace.
 
testimone
Vi chiedo scusa, ma preferisco non rilasciare
alcuna dichiarazione. Volete percaso una
fetta di torta?

 

I primi soccorsi arrivati sul luogo del misfatto alle 16.50 si trovavano davanti una scena da film splatter. La crocerossina, alla vista del brasiliano domandava subito se il poverino fosse finito dentro una mietitrebbiatrice. Max, cogliendo l’occasione al volo, domandava alla stessa se volesse finire lei nella sua mietitrebbia, quindi i due consumavano il coito sulla barella dell’ambulanza, davanti a tutti, prelato compreso.
Solo una sveltina, ok, ma che contribuiva ad aggravare ancora di più le condizioni di Joao che arrivava all’ospedale alle 20.15 in condizioni ormai disperate. Fortunatamente riusciva ancora a parlare.

 

pestaggio
Mi fa un po’ male la testa…
 
 
La giornata si è poi conclusa con Max che versava con disprezzo i soldi sul banco del giudice e con Mimmuz che, in tenuta arancione e con mani e piedi ammanettati, veniva accompagnato fuori dal braccio della morte e quindi scortato allo stadio per la partita.
 
A proposito… la partita
 
Match decisivo per la qualificazione all’obiettivo minimo stagionale: gli ottavi di finale.
L’andata era finita 7-5 per la FC Milano, ma non verrà ricordata per quello negli annales tacitiani.
Un bambino bastardo e ancora a piede libero aveva rischiato di stroncare la carriera di Max.
E invece, come in una bella favola, lui ieri era in campo, per vincere il demone.
Grazie Max, ci hai commosso tutti.
Soprattutto quando sei arrivato nello spogliatoio con le mani tumefatte.
mano
Ragazzi, ho pestato un brasiliano!
 
E’ lampante che dopo una cosa del genere, sia superfluo fare la cronaca della partita. Limitiamoci ai numeri: 4 gol a testa per i fratelli Gnoli, uno di Castiglioni, una sfilza di assist forniti da mr. Salvato e Mimmuz quasi mai impegnato. Max che risorge, Roby che ara il campo a furia di scivolate e capitan Oscar che torna ad infondere lo spirito che ci era mancato.
Più una tifosa d’eccezione che dimostra che davanti alla propria ragazza si gioca meglio.
Ci sono comunque stati un paio di fatti rilevanti e che sarebbe impossibile non menzionare.
Minuto 30: azione confusa in aria avversaria, possibilità di segnare elevatissime, palla nei piedi di Luca che ha una frazione di secondo per decidere se concludere a rete o alleggerire per l’accorrente Gnoli I; in panchina la sua fidanzata, che capisce bene in che situazione difficile si trovi il suo promesso, stringe una stringa di scarpa che lui le aveva donato quando si sono conosciuti; è un momento chiave che Luca risolve in un modo che mai ci saremmo aspettati. Rovesciata? No. Gomitata all’avversario? Nemmeno. Luca si ferma, si abbassa e raccoglie il pallone con le mani. L’arbitro gli fischia inspiegabilmente il fallo. Lui si giustifica con “Ho sentito fischiare”, che ai più attenti ha ricordato il “Mi hanno tirato qualcosa” di Max.
Applausi.
Altro momento memorabile, negli spogliatoi. Il presidente si complimenta con la squadra in maniera ambigua: insiste con la teoria che in ognuno di noi c’è una parte gay e che non ci possiamo fare niente.. è nel nostro inconscio.
Ovviamente non trova riscontro in nessuno di noi.
Ancora più ovviamente il resto della squadra lo lascia in doccia da solo, perchè non si sa mai
Questo fatto lo indispettisce molto. E lui si vendica dicendo che porterà la squadra in ritiro
a fare un allenamento molto particolare.
“Prima di allenare il corpo, dovete imparare ad allenare la mente. Vi allenerete come Karate-Kid: dai la cera, togli la cera! Vi farò lavare la mia macchina”.
Mah…
Per concludere, ricordiamo che al suo quarto torneo la FC Milano centra per la terza volta gli ottavi di finale.
La gara si giocherà mercoledì 9 luglio, alle 21.00, al centro sportivo Baggio 2, contro una squadra che nel proprio girone ha vinto tutte le partite tranne una (pareggiata).
Tsk, e pensano di farci paura?
Proprio per niente. Si vede che non hanno letto l’ultimo numero di focus…
laboratori asteria
Gli studi dei ricercatori lo dimostrano:
alla FC Milano piace vincere.
Invitiamo tutti i tifosi della nostra squadra, nonchè lettori di questo blog, a venire a vedere la partita e a supportare i propri beniamini, così almeno potranno capire davvero che queste cronache non sono frutto della fantasia, ma raccontano effettivamente ciò che succede sul campo e negli spogliatoi…
Tutti coloro che verranno, parteciperanno poi alla First human cases lottery organizzata dallo staff FC Milano: è gratis e i premi in palio sono meravigliosi!
 
10° premio: un pallone della Nike.
9° premio: un free-drink per l’ImVillà, zona S. Siro, che in qualche modo è il nostro locale preferito (soprattutto di Roby, che vi introdurrà nell’ambiente).
8° premio: una ciocca di capelli di Nico.
7° premio: un biglietto per assistere in prima fila a Gnoli II che si allena a tirare nella galleria del vento.
6° premio: un vubino buvgman sangue di piccione.
5° premio: la maschera originale di Tutankamon, gentilmente offerta dal suo pronipote Mimmuz.
4° premio: i denti di Joao, ancora impregnati del sangue di Max.
3° premio: una foto autografata di mr. Salvato che caga nella turca degli spogliatoi.
2° premio: un pratico portachiavi raffigurante il membro di Max in scala 1:1, che se volete potete usare anche come cintura.
1° premio: una citazione e una foto su questo blog, il che significa diventare tifoso ufficiale della squadra.
 
SUPERPREMIO
Il video dell’allenamento che il presidente Achilli ha fatto fare alla squadra.
Video che Oscar custodisce gelosamente a casa sua e di cui vi mostriamo un frame.gaycar
“Ma Oscar, perché dobbiamo lavarti la macchina?”
“E perchè dobbiamo farlo nudi?”
“Voi non vi preoccupate e fate come vi dico…”

Pagelle

mimmuzMimmuz: E piantatela di dire che i nordafricani si contraddistinguono in Italia solo perché sono dei malviventi. Lui è un grande portiere che ha quasi parato un rigore ed è anche stato giudicato innocente! Voto 6

roby1Roby: Si impone grazie al fisico massiccio e alla grinta smisurata. D’altra parte il leone non sarebbe il re della foresta se come doti sfoggiasse alito fresco e grazia nei movimenti… Voto 6,5

nico2Nico: Difende bene e segna. Sembra innocuo, ma è furbo e letale, come quando Saddam, dallo scantinato, provò ad ingannare i marines U.S.A.: “Non c’è, provate a ripassare più tardi…”. Voto 7

max3Max: In netta ripresa dopo le vicende che hanno contraddistinto le sue ultime 3 settimane di vita, ma ancora un po’ impacciato nei movimenti. Forse un corso di agility potrebbe tornargli utile. Voto 6,5

oscar2Oscar: Parte piano, poi va in crescendo. Come il secondo movimento della settima sinfonia di Malher, con la differenza che lui non spacca le palle. Voto 6,5

luca3Luca: A guardarlo non sembra nemmeno uno sportivo, ma bisogna dargli credito. Un po’ come uno Yorkshire Terrier: vince un sacco di concorsi canini, nonostante a vederlo non ci pulirei nemmeno i pavimenti del cesso (anche se tecnicamente è possibile attaccarlo al Mocio Vileda). Voto 7

edo2Edo: Per la santificazione aspettiamo che segni negli ottavi di finale, cosa che non ha mai fatto… Ma anche se non ce la farà, resterà sempre il mio preferito! Voto 7

ambreusAmbreus: Kakà è un atleta di Dio, lui un centravanti della Madonna. Voto 7

feb 06
Category: fcm-2007-torneo
Giovedì 26 giugno 2008
Gara 5
FC Milano – FC Nickauto 2-5 

Che palle. Questi c’hanno un culo incredibile.

 

Sono le ore 20.00. Mancano due ore alla partita quando un’edizione speciale del TG3 Regione dà la terribile notizia.

 

 Enzo_Creti

 

Il celebre portiere dell’FC Milano, Mimmuz, è stato arrestato da un commando guidato dal capitano Penultimo, nell’ambito dell’operazione anti-droga “Desert Cazzuola”. Nell’attico del calciatore, in piazza San Babila a Milano, sono stati rinvenuti 450 chili di eroina (che Mimmuz ha cercato di far passare come sabbia del Sahara), 20000 pastiglie di ecstasi (che secondo Mimmuz sarebbero servite per sfamare il suo allevamento di ornitorinchi), 4 milioni di euro in contanti, uno spinello e l’arma che ha ucciso Samuele Lorenzi.

Eloquente il commento di Mimmuz, scortato in macchina dalle forze dell’ordine: “Che cazu volete, b’stardi? Una cana per uso personali è posibile per vostra leggi di merda!”

 

Resosi conto della gravità della situazione, Max ha cominciato a fare telefonate a tutti i suoi amici e parenti, anche alle donne, ma non c’è stato nulla da fare. Ormai la scure si era abbattuta, il giudice aveva battuto il martello, la sentenza era stata pronunciata: avrebbe dovuto giocare in porta.

 

Ma veniamo alla cronaca…

E’ il 7’ della ripresa. Un calcio d’angolo, 4 o 5 rimpalli e la palla che entra in rete dopo aver colpito il grugno di uno di quelli lì. Pensa te.

Questo episodio è l’emblema della partita. Una partita che abbiamo dominato dal 1’ al 90’.

Ma il calcio, si sa, è stronzo.

Nonostante i 4/7 della squadra giochino fuori  ruolo, nonostante il portiere abbia un braccio rotto e abbia appena finito una maratona del sesso, il tuo laterale sinistro sia appena sbarcato all’aeroporto dopo aver giocato la semifinale di Wimbledon, il tuo centrocampista abbia saltato il consueto appuntamento con il cesso negli spogliatoi e il tuo attaccante di sfondamento venga schierato a fare ordine davanti alla difesa, abbiamo giocato una signora partita!

Siamo una grande squadra, lo abbiamo dimostrato. E come capita spesso, siamo stati penalizzati dagli episodi.

A partire dal primo gol subito: dopo 20’ minuti di attacchi senza sosta e due rigori negatici, viene concesso un angolo agli avversari. Noi, che siamo una squadra che prepara le partite come si deve, ci schieriamo come in allenamento, aspettandoci chissà quale schema. Le marcature, come al solito precise e strettissime, e accompagnate da impercettibili segnali codici per indicarci l’un l’altro quale giocatore prendere, vengono vinte dalla semplicità e dalla banalità di quella squadretta: palla battuta rasoterra verso il centro dell’area, attaccante che entra e di piattone la mette dentro.

Commovente Nico che, vedendo l’uomo infilarsi tra le nostre maglie, grida: “Questo lo prendo i…” e non fa in tempo a finire la frase che la palla è già nel sacco.

Per la cronaca, riporto la fine della frase: “…n culo!”.

Ma come sempre, restiamo compatti e decisi ad iniziare il secondo tempo nel migliore dei modi: ribaltando il risultato in un attimo.

Purtroppo restiamo ancora vittimi dell’albitrarietà (a noi contraria) e ai nostri mediocri avversari viene convalidato un gol in netto fuorigioco.

Da qui in poi è stato un assedio. Roby ha randellato con la consueta grinta, nonostante l’evidente disappunto derivato dal fatto che l’arbitro somigliasse vagamente al poliziotto che gli ha puffato la patente; Andrea sulla fascia è stato irresistibile, ma va bè… per uno abituato a giocare con palline dal diametro di 6 centimetri, è facile giocare a calcio; Gnoli II, sacrificatosi a centrocampo e rimasto a secco è riuscito comunque a concludere a rete, seppur abbassando la sua media-tiro: le sue conclusioni sono state infatti solo 17; Luca ha retto bene, con più grinta del solito, ma è stato fermato dalla sua stessa merda (quella che aveva in corpore) al 12’ della ripresa: era impossibile proseguire, ma lui è rimasto in piedi e ha tenuto duro.

Ed è stato un assedio molto fruttuoso, tant’è che sono arrivati due gol del solito Gnoli I, imbeccato dal solito uomo-assist Nico.

E, come insegna anche la matematica, se nel frattempo non avessimo preso altri due gol, a quel punto saremmo stati 2-2. E allora avrei voluto vedere come se la sarebbero cavata quelli là.

Gli si poteva vedere la paura scolpita in faccia, dopo il nostro uno-due. Hanno iniziato ad affidarsi ai lanci lunghi, probabilmente perché non sapevano più come fare per arrivare al fischi finale. Poverini

Poi, va bè, hanno fatto un altro gol, ma questa è tutta un’altra storia

Ma che soddisfazione è stata vederli sudare stremati, vederli tremare e, soprattutto, vederli soccombere in due occasioni!

Alla fine del match, un fierissimo presidente Baracco è sceso negli spogliatoi a farci i complimenti. Ricordandoci che a questi qui gli abbiam messo due pere all’andata e due al ritorno.

Quindi, quando li ribeccheremo in finale (se loro ci arriveranno) basterà ripetere lo stesso identico risultato di ieri sera (ma senza subire gol) per essere campioni e regalare una gioia immensa a tutti i nostri tifosi.

 

Pagelle

 

 

max2Max: Su 4 gol non può nulla, ma sul quinto ricorda molto un tratto di John Holmes: la cappella gigante (sono il re dei doppi sensi…). Voto 6

robyRoby: Nel primo tempo si fa un culo così. Nel secondo soccombe subito. Un po’ come se un partecipante dell’isola dei famosi morisse affogato, sbarcando dal gommone. Voto 5,5

nico1Nico: Imponente, impacciato, irruente. Immaginatevi di veder giocare Chewbacca: le differenze sono che Nico è più glabro e non ha quel lieve difetto di pronuncia. Voto 5

andreAndrea: Il sogno di ogni donna alla quale piaccia il sesso senza complicazioni: grande, grosso, energico, e ci dà dentro fino alla fine, ma del tutto sterile all’atto di concludere. Voto 5,5

fresiAmbrogio: Gioca in un ruolo non suo e lo fa con discreti risultati. I giornali parlano già del nuovo Fresi, ma ci sembra un po’ presto per bocciarlo così. Voto 6

oscar1Oscar: Si sgola come l’Imam di Teheran durante il richiamo per la preghiera, ma la sua pagella serviva più che altro per il consueto elogio alla robina che c’hanno le donne.

luca2Luca:Come l’effetto del nimesulide: all’inizio è efficace ma poi si esaurisce troppo in fretta. Voto 5,5

edo1Edo: Troppo spesso anticipato e sbaglia un gol facile. Poi dà il meglio di sé tutto e solo nel finale: come Rutger Hauer in Blade Runner. Voto 5

feb 06
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Giovedì 19 giugno 2008
Gara 4
Boca Juniors – FC Milano 4-7

Grazie di cuore al Boca per la simpatica partecipazione!
 
E’ stata dura, molto più dura del previsto: quanti fra sportivi, critici e addetti ai lavori pronosticavano che questa FC Milano, pubblicizzata in buonafede dalla critica come la più forte squadra di tutti i tempi anche nell’Nhl, avesse l’obbligo morale e tecnico di chiudere la partita (e il campionato del Boca) già nel primo tempo, hanno dovuto ricredersi: complici una punizione deviata, condizioni climatiche ottimali e l’assenza di Mimmuz, il match si è chiuso solo al 3’ della ripresa.
Con in panchina un elegantissimo condottiero, la Beneamata biancorossa schiera una formazione atipica: tre difensori, un centrocampista e due punte. Gli argentini rispondono con un sette dinamico: Buffon, il Colosso di Rodi e la Sfinge in difesa, i Bronzi di Riace a centrocampo e l’unico giocatore più vecchio di Max del torneo a supporto della statua d’oro di Budda.
Nella prima frazione è Gnoli I a tenere in corsa i suoi con una doppietta, imbeccato dagli assist di Gnoli II e di Nicolò Emporio. Nella ripresa è ancora Gnoli I ad aprire i giochi con uno stop di petto, poi una tripletta di Gnoli II e un’incornata Nicolò Collezioni fanno il resto. Chiude le danze Luca, che al quarantottesimo tentativo fa centro. Il tutto mentre Nico e Roby contrastano numero 10 avversario irridendolo perché non passerà la prova costume e Caba, il sostituto di Mimmuz in porta, si rende protagonista di una bella parata e si conferma al livello di Julio cesar (almeno sulle punizioni). Gli avversari, in balia delle geometrie disegnate da Oscar, litigano tra loro, perdono la testa, divorziano dalle mogli (che tanto non li amavano). L’unico che li potrebbe salvare è il loro capitano, che sa bene quale arma dovrebbe usare: una dieta ferrea. Ma il tempo è nemico dei ciccioni, si sa. E alla fine non resta che il tempo dei complimenti ai veri dominatori di questo campionato.
Nota a margine: tanta commozione e scroscianti applausi per Max, che nonostante le precarie condizioni è stato vicino alla squadra, seguendo la partita con la maglietta numero 3 cucita addosso (nella foto).
max1

“Forza ragazzi! Vincete anche per me!”

Dopo la schiacciante vittoria, Achilli si fa prendere da manie di grandezza.
Partito con la convinzione di poter vincere tutto a livello mondiale, pare sia intenzionato a costruirsi un esercito per giungere a nuovi, bellici obiettivi.
Si mormora anche che, in preda a megalomania acuta, abbia anche iniziato ad usare sinistri travestimenti e che si sia comprato un cane che ha chiamato Max, in ricordo del suo generale in campo.
Ecco una foto che testimonia tale cambiamento.

hitlerdog

“Max, che ne dici? Invadiamo la Cina?”

Pagelle

11Caba – Sul calcio di punizione del vantaggio avversario agisce come uno colpito da un improvviso attacco di colite: prima si fa trovare impreparato, poi cerca di rimediare ma è troppo tardi per evitare la cagata. Poi nel secondo tempo cresce e difende bene il risultato. Voto 6

21Roby – Prestazione degna di una infermiera particolarmente zoccola: lui da solo fa reparto, lei da sola si fa il reparto. Voto 7

31Nico – Prova di eccezionale autorevolezza. Se Leonardo lo avesse visto in partita prima di dipingere il Cenacolo, ora nell’affresco ci sarebbe un quattrodicesimo personaggio, con le sue sembianze e rivolto verso Gesù nell’atto di domandare: “Allora, cameriere: quanto devo aspettare per una Coca Cola?”. Voto 7

41Nicolò – Spinge con talmente tanta foga che se un giorno trovasse un pilota di un Boeing 737 con il velivolo in panne, riuscirebbe a farglielo andare in moto semplicemente raccomandandogli: “Quando ti dico via, togli il piede dalla frizione e schiaccia sull’acceleratore”. Voto 7

52Luca – A centrocampo dovrebbe aiutarlo un gran difensore come Edo. Eppure lui attacca senza paura. Un po’ come quando George Bush si fece forte dell’appoggio di Gibuti per bombardare l’Iraq. Voto 7

62Ambrogio – Certe sere sta al calcio come una diciottenne tailandese sta alle tecniche di massaggio. Magari non apporta benefici importanti, ma quando si tratta di far godere non conosce limiti. Voto 7

71Edo – Un godimento costante: ormai nelle directory dei video porno, “Edoardo” si trova stabilmente tra Divas e Facial. Voto 7

feb 06
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Martedì 10 giugno 2008 (Ambrogio’s 22nd Birthday)
Gara 3
Men In Black -  FC Milano 5-7

Mr. Hanks, I suppose…

La vita è come una scatola di cioccolatini… Non sai mai quello che ti può capitare.
Mai citazione fu più azzeccata, perché ieri sera, alla sua seconda trasferta consecutiva, la FC Milano si è trovata in balia degli eventi.
Il primo, duro, crudo impatto con la realtà arriva intorno alle 20.05: con un messaggio, il capitano Oscar annuncia alla squadra la sua disponibilità a giocare, nonostante quel fastidioso brufolo sulla chiappa che non vuole andarsene e che lui continua a confondere con il nervo sciatico.
Lo so a cosa state pensando: una cosa del genere taglierebbe le gambe ad un elefante.
E infatti nel quartier generale della Audi A3 inizia a prendere forma uno sconforto tale da indurre in qualche giocatore l’idea di non prendere parte alla partita.
Poi, un po’ perché era in progamma la festa per il compleanno di Gnoli II, un po’ per la curiosità che per tutta la giornata di ieri ci ha divorato dentro (Luca cagherà anche stavolta negli spogliatoi?), la maggior parte dei giocatori si è presentata puntuale all’appuntamento.
Unico assente, Owen Andrea Wilson.

Fuori dagli spogliatoi, gli organi di stampa più informati, accorsi al campo per la delicatissma sfida in programma alle 22.00, lasciano trapelare la notizia che Luca si sia già liberato a casa poco prima di salire in moto. Quindi, altro colpo di scena.
La squadra in un mix di delusione e sollievo, si cambia e si prepara ad entrare in campo, quando un’altra sorpresa si manifesta: a Mimmuz è stato amputato un braccio dopo un tragico incidente con una betoniera impazzita. Ma il grande Mimmuz the Mammuth non vuole mancare l’appuntamento.
Un breve riscaldamento ed ecco che un’altra notizia potenzialmente devastante, stravolge il clima partita e -posso immaginarlo- i nervi di voi che fedelmente seguite e supportate il blog: i padroni di casa, a dispetto del loro nome, Man In Black, si presentano furbescamente con una divisa bianca, che ricordo a tutti essere il colore della nostra prima maglia. A questo punto resisi conto della gravità della situazone e con la ferma volontà di evitare una probabile ecatombe, tutti i presenti (arbitro compreso) decidono di non dire nulla a Baracco, sapendo bene quanto serio sia il rischio che gli possa venire un coccolone nel sapere che, nonostante il campionario di divise che ha fatto fare, non siamo pronti a far fronte ad una simile fatalità.
Poi, come ciliegina sulla torta delle sorprese, ecco che i Men In Black, la spocchiosissima squadra che arriva al campo con occhiali scuri, decide che per battere la FC Milano potrebbe giocare anche con un uomo in meno.
La squadra per cui voi lettori fate ormai il tifo non sa come reagire, come comportarsi… il mister Salvato non c’è proprio nel momento del bisogno e si pensa anche di ritirarsi dal torneo.
Ma ecco che, come un cavaliere su un bianco destriero, avvolto da un alone aureo, il mister arriva di corsa e si appresta a tenere uno dei suoi famigerati discorsi carica-squadra: fa riunire i suoi ragazzi in cerchio, li fissa tutti negli occhi, si gira a guardare gli avversari quasi al rallentatore, si rigira, fa un lungo sospiro e poi dice le parole che tutti stiamo aspettando: “Ragazzi, ho cagato qui anche stavolta!”.
Queste poche parole arrivano dirette al cuore della squadra, che entra in campo carichissima e si porta subito avanti di due gol.
Poi, il grande Max, veste i panni di Tom Hanks, sfoggiandone due celebri interpretazioni: Forrest Gump e Salvate il soldato Ryan.
Ma andiamo con ordine: intorno al minuto 9 del primo tempo, Max resta vittima di un comunissimo stiramento al polpaccio. Il medico sociale della squadra, dott. Nick Riviera, ha spiegato nel post-partita che “il Lavazza, nell’eseguire un elementare passaggio laterale, è stato sbilanciato dal peso del suo stesso pene ed ha subito quindi una lesione muscolare non grave, rimarginabile con 14-15 ore di attività sessuale al giorno” (quindi dovrà ridurla drasticamente, n.d.r.). 
Chiunque si renderebbe immediatamente conto dell’infortunio muscolare, così come chiunque si accorgerebbe di aver preso una pallottola nel posteriore. Ma non Max e nemmeno Forrest. Commosso come quando ho sentito per la prima volta “Ahi! Qualcosa mi ha morso!”, vedo il buon Max accasciarsi al suolo e gridare in lacrime: “Qualcuno mi ha tirato un sasso!”.
Pelle d’oca.
Non contento, nel trascinarsi fuori dal campo, facendo forza solo con i gomiti, con le gambe che ormai non rispondono più agli impulsi del cervello, si guarda intorno stranito nonostante la vista annebbiata in stile Capitano John Miller, squadra dei ragazzini che stanno guardando la partita e, in preda a dolori ormai lancinanti, urla: “Cosa mi hanno tirato? Mi hanno tirato un sasso!”.
Struggente tramonto di una gloriosa carriera.

Ora, quello appena successo potrebbe sembrare un dramma. Ma non è nulla paragonato al fatto che Max, spirando, ha lasciato il posto a Oscar, orfano della fascia da capitano lasciata per l’occasione al festeggiato Gnoli II.
Il buon Achilli, strafatto di Aulin, ci mette il cuore per ben 7 secondi. Poi, stremato, si avvicina a mister Salvato e, sudato come un montone nel deserto gli domanda con evidente fierezza: “Come sto andando?”…
Dopodichè di lui si hanno solo sporadiche notizie, mai verificate, di avvistamenti sulla fascia e di infruttuose apparizioni in zona gol.
Fortunatamente, dietro, Nico e Roby hanno difeso e nonostante qualche svarione hanno fatto muro (Roby in particolare ha fatto un bel numero su un loro gol), Mimmuz ha fatto il suo, tranne che una papera invereconda sul primo gol subito, sdraiandosi a terra con la velocità di un’orca con l’appendicite, Oscar ci ha messo davvero il cuore, Luca la geometria e davanti sono arrivati i gol (oltre agli errori). E i tre punti sono stati incasellati.
Tripletta del capitano Gnoli II, tripletta del fratello Gnoli I e un gol di mister Salvato.
Inutile descrivere i gol. Sono troppi e si perderebbe troppo tempo… Però alcuni erano veramente belli (il primo di Gnoli II, il terzo di Gnoli I e quello di Salvato).
La cosa importante è che alla fine del girone d’andata, si chiude al secondo posto in classifica (su 4 squadre). Posizione comunque sufficiente per accedere agli ottavi di finale.

La serata si è poi conclusa in un locale della Milano bene a festeggiare il bomber Gnoli II, il quale sorseggiava champagne con i suoi amici più cari, accorsi al campo per tifarlo e, quindi, indagati per il lancio del sasso.
La banda dell’A3 di Gnoli I e Castiglioni discuteva con Luchetti e Mimmuz al quale, intanto, era ricresciuto il braccio. Potere della religione Lucertolamica, di cui è un adepto e, secondo me, un sacerdote sacrifica-innocenti.
Mancavano Oscar, in preda alle convulsione per overdose da Aulin e Luca, corso a casa perché doveva fare la cacca.
E, evento tra le sorprese, Max non ha rimorchiato e, quindi, non ha fatto sesso.
Ma ci ha giurato che avrebbe rimediato appena rientrato a casa.
Quindi siamo rientrati; ma poi, ripensando a tutto ciò che ci era successo, ci è venuta spontanea: “La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai con quale di questi farà sesso Max!”

Comunicati ufficiali:

La FC Milano si scusa ufficialmente con il sig. Dino Testomatrofoeri e con la sig.ra Gina Lasciatta per le incresciose ed infondate accuse che il suo tesserato, Lavazza Max, ha rivolto verso il loro piccolo Anacleto (nella foto), in merito alla vicenda che ha portato all’infortunio del sopracitato Lavazza.

bebèbrutto

 La FC Milano ringrazia il medico sociale, dott. Nick Riviera (nella foto) per la sua pronta consulenza.

dr nick

 

 

 

 

Pagelle

mummizMimmuz: Saranno state le bende, saranno state le sue movenze, sarà che è egiziano, ma ricordava molto la mummia. Voto 5,5

robyRoby: Su cinquanta tentativi degli avversari, si rivela perfettamente efficace in quarantanove. Piazzato di guardia ad un utero femminile, denoterebbe un tasso di efficienza superiore a quello della pillola trifasica. Voto 6

nicoNico: Non guarda in faccia a niente: non rinuncerebbe al contrasto duro neanche se gli avversari schierassero a centrocampo un orfano di sei anni in lacrime Voto 6,5

maxMax: Un eterno riposo dona a lui, Signore. Splenda ad egli la Tua luce perepetua e riposi in pace. Amen. S.V.

lucaLuca: Preciso (nei tempi), elegante (nel gol). Se entra nella taglia 40 il suo capo lo sbatte su una passerella. Voto 6,5

edoEdo: Pare che la ragazza di cui è innamorato sia incinta di un altro. Dopo una sua tripletta, viene spontaneo domandarlo: “Che cazzo c’avrà Reginaldo più di lui?” Voto 6,5

ambrogioAmbrogio: Grosso, potente ed efficace, anche se a volte sbaglia per fretta ed inesperienza. E’ la sua pagella, ma probabilmente anche quello che ha pensato la sua ragazza durante la sua prima volta. Voto 7

oscarSevgio : Vederlo tornare a correre dopo l’infortunio è stata una grande emozione. Ma allora tanto valeva commuoversi il doppio schierando Pistorius in mediana. Voto 5,5

feb 06
Category: fcm-2007-torneo

Giovedì 6 giugno 2008
Gara 2
FC Nickauto – FC Milano 4-2


Questi non sono nessuno! Alla FC Milano Arena li macelleremo: sarà passerella.
Si sa: non è mai facile giocare fuori casa. Spogliatoi nuovi, campo nuovo, tifo ostile, porte di misura diversa, palloni diversi da quelli degli allenamenti, guardalinee di parte…
Alla fine è parso ovvio a tutti il fatto che il fattore campo abbia influito in maniera determinante sul risultato.
 
I primi ad arrivare al campo sono, per la seconda volta di fila, Gnoli I e Castiglioni.
Poi arriva il presidente che si cambia e diventa giocatore.
La Nickauto, squadra di Affori, è sicuramente molto organizzata e fisicamente prorompente, ma ha delle maglie bruttissime.
E’ principalmente su questa teoria che il capitano Achilli getta le basi per impostare la partita negli spogliatoi. Poi per spronare ancora di più la sua squadra, tira fuori dal cilindro un pallone nuovo della Nike (quello ufficiale del campionato di serie A), facendo notare che gli avversari ne avevano uno della Kipsta.
Mister Salvato è arrivato negli spogliatoi e non si è nemmeno fermato ad appoggiare la borsa: si è chiuso subito in bagno per “scaricare la tensione”, dice lui.
Anche l’intestino crasso, aggiungo io.
Mimmuz, Roby, Max e Andrea (giocatore jolly che ci aiuta nei momenti del bisogno) si cambiano direttamente in campo.
La sfida è delicatissima. Si affrontano le due capoliste del campionato. Lo stadio è gremito in ogni ordine di posto: sugli spalti vengono contati 19 spettatori. E’ record d’incassi.
La FC Milano è orfana del suo bomber Gnoli II, il quale, però, dimostra un eccezionale attaccamento alla maglia, stando seduto in panchina e portando a fare il tifo anche sua madre.
Inizia la partita e, dopo una lunga fase di studio (13 secondi), la FC Milano prova a mettere una marcata impronta sul match, ma viene colpita nel suo momento migliore.
Il capitano suggerisce la calma e invita tutti a stare concentrati: “Dai, che siamo solo uno a zero!”.
E proprio mentre pronuncia questa frase, la Nickauto raddoppia.
E’ un brutto momento per gli ospiti, ma fortunatamente al fischio finale mancano ancora 38 minuti e 43 secondi. C’è tutto il tempo per rimediare. O per prenderne altri 6.
Poi, da una palla che vaga innocua a metacampo, Gnoli I si inventa un gol bellissimo: tiro di collo esterno che va all’incrocio. Imparabile.
La FC Milano ora ci crede, ma ecco che il fattore campo, si rivela decisivo: prima un gol del tutto fortuito dei padroni di casa (che non sarebbe mai entrato se le porte fossero state di misura regolamentare), quindi un errore sottoporta di Gnoli I che però non ha alcuna colpa, infatti il pallone aveva acquisito una traiettoria incalcolabile ed era praticamente impossibile coordinarsi. Ladri!
La società FC Milano si riserva il diritto di fare ricorso, dopo aver consultato il proprio legale, ma soprattutto dopo che il proprio legale (Castiglioni) si sarà laureato.
La ripresa si apre con un altro gol di Gnoli I, gol storico perché è il cinquantesimo nelle partite ufficiali.
Storico ma purtroppo inutile, perché poco dopo i padroni di casa fanno il 4-2 e chiudono l’incontro.
Terzo tempo a fine gara e mesto rientro negli spogliatoi, dove ad aspettare la squadra c’è l’alone lasciato da Luca un’ora prima.
E sarà stato lo spirito di gruppo, sarà stato che l’odore ha dato alla testa, lo sconforto ha lasciato subito spazio al pensiero del ritorno. E ad una consapevolezza: li pialliamo.
Illusi… ci hanno battuto di due gol e credono di aver già chiuso in testa… Nella nostra invalicabile cattedrale non ce n’è per nessuno!
 
Prima di pubblicare l’articolo ho fatto un giro a Milano per intervistare i presidenti della altre due squadre di Milano, inoltre ho telefonato al ritiro della nazionale brasiliana per parlare con Kakà.
Ecco i commenti:

 

Il presidente del Consiglio Berlusconi: “Auguro alla FC Milano tutto il bene possibile. Da italiano e milanese quale sono ieri sera speravo in una loro vittoria per tenere alto il nome della città in Europa. Devono solo migliorare un po’ nel giuoco e poi saranno competitivi.” … “Mimmuz? E’ un ottimo portiere,non lo scopro certo io: è sotto gli occhi di tutti. Di sicuro terremo Dida e Kalac. Poi aspettiamo i risvolti delle situazioni Abbiati e, soprattutto, Seba Rossi. Se non andranno in porto, faremo un’offerta ufficiale al team di Achilli. Posso tranquillamente dire che se la FC Milano decidesse di privarsi di Mimmuz, noi saremo in pole position per acquistarlo!”

Il verdeoro: “Non possiamu negari che u risultaci della EFFE SCI Milao ci fascia piasceri… Sappiamu bene che sc’è o rivalitao e suprattuttu non vogliamu che i ragassi di mister Salvatu ci rassgiunganu cou numeru di coppe vinte. Se temu che Gnoli I possa vinsceri u pallao de oru? No, sarei felisci per lui… E’ moltu forci e ieri ha fattu due bellissimi gol.”

Il presidente dell’Inter Moratti: “Può darsi che Kakà abbia detto una cosa poco simpatica e poco sportiva, ma non ho seguito tutta l’intervista. Però è un bravo ragazzo, che ha vinto il pallone d’oro, è arrivato vergine al matrimonio e ha dimostrato anche tanta bontà di gioco in questi anni. Per quanto riguarda la FC Milano, posso dire che sicuramente è una squadra molto simpatica, con qualche buon elemento sul quale abbiamo messo gli occhi. Poi è normale che un po’ di rivalità ci sia e di certo ieri sera non facevo il tifo per loro.”

Pagelle

1Mimmuz – Gioca bene ma non è decisivo. Deve decidere se il suo livello è il Nord Africa o può aspirare ad altro. Che prenda come esempio i conduttori di Bim Bum Bam: Bonolis è arrivato fino a Il senso della vita, mentre Uan gioca nella Roma.
Voto 6

2Roby – Praticamente il solo con un poco della grinta necessaria per un confronto di questo livello. Purtroppo, anche con tutto il coraggio del mondo è difficile sfidare i Marines USA mandando all’arrembaggio l’esemplare più valoroso dell’unità cinofila.
Voto 6,5 

3Nico – Guida la difesa e supporta il centrocampo con discreti risultati. Ma forse è solo il classico caso dello zoppo che, alla corsa campestre per mutilati, fa un figurone.
Voto 6 

4Max – “Esci dal suo corpo e prendi noi!”
Voto 4,5

 

5Oscar – Il suo ruolo è quello dell’incursore con il fine di aiutare la punta. Ma è troppo molle e, come si sa, per penetrare bene bisogna essere duri…
Voto 5

6Andrea – Corre in modo infaticabile, senza dare grosse idee. Quello che ha fatto lui va molto bene se ti chiami Spooky e fai parte di una muta da slitta. Se poi sei un tennista, il lavoro è ancora più apprezzato. Voto 6

 

7Edo – Da attaccante ha l’alibi di non essere supportato. Però Fonzie ha risolto situazioni anche più intricate avendo per spalla Ricky, Ralph e Potsie. Comunque, con una doppietta, non si può prendere meno di 6.

 

8
Luca – La cosa più memorabile della serata la fa nel bagno degli spogliatoi prima della partita. Ed è ormai il suo marchio di fabbrica. Voto 5

feb 06
Category: fcm-2007-torneo

Martedì 27 maggio 2008-05-2008
Gara 1
FC Milano – Boca Juniors 3-1

 
Il Boca passa a salutare. Grazie della visita!
 
Diciamoci la verità: gli esordi non sono mai stati un problema per la nostra squadra.
Ogni volta che si deve iniziare un torneo, benché nel prepartita regnino l’umorismo e la tranquillità, dentro ognuno di noi c’è la concentrazione giusta; ci sono la carica e il timore dati dal non conoscere un avversario e dal non voler fare brutta figura.
Ma mai ci saremmo aspettati di trovarci contro, per l’esordio in questo campionato, una squadra tanto forte e completa, piena di giocatori famosi e vips vari.
Nonostante questo, ognuno ha mantenuto il proprio ruolo, con calma, attenzione e dedizione.
Si è lottato col coltello tra i denti e non si è concesso nulla ad una squadra dall’elevatissimo potenziale tecnico e che mostrava, soprattutto in avanti, eccezionali doti atletiche.
 
Nel primo tempo, la squadra ha resistito agli strenuanti attacchi avversari, culminati con la traversa clamorosa colpita dall’ex capitano della nazionale marocchina, Mustapha Hadji, per poi riuscire a passare in vantaggio intorno al quarto d’ora su azione d’angolo.
Al settimo corner a favore, si cercava la chiave per scardinare la difesa avversaria e per gabbare le loro torri. Così ecco lo schema: Bavacco batte basso per Castiglioni; rasoterra al centro per Gnoli II che senza pensarci due volte, centra l’angolino alla destra del portiere. 1-0.
Sugli spalti i tifosi di casa fanno festa.
La ripresa si apre con un cambio: Gnoli II lascia spazio al sofferente fratello Gnoli I, che si trova quindi sulle spalle la responsabilità di dover chiudere il match. E gli bastano 5 minuti: il gioco perfetto degli ospiti viene interrotto a metacampo da un intervento splendido di Lavazza, che fa partire un contropiede fulmineo che culmina con l’assist di Salvato a Gnoli I (che per chi non l’avesse ancora capito, sono io), il quale, di prima intenzione, scaglia un piattone imprendibile sotto la traversa. 2-0. Partita in ghiaccio.
A questo punto, quella macchina perfetta che è il Boca Juniors (che vanta nel palmares tra gli altri trofei, 22 titoli argentini, 6 Libertadores e 3 Coppe Intercontinentali) si getta all’attacco alla ricerca del gol che riaprirebbe la partita, guidata dalle incursioni del fluidificante di destra, uno che aveva le sembianze e, soprattutto, le movenze di Dhalsim (per chi non si ricordi, consultare Street Fighter 2).
Alla FC Milano tremano le gambe, ma ecco che un altro calcio d’angolo offre la chance di chiudere definitivamente i giochi: stesso schema del primo tempo, con Gnoli II (appena rientrato) che batte basso per Castiglioni. Altro assist in mezzo e stavolta, a risolvere in mischia è Luchetti, che per qualche motivo passava di lì.
Dopo il 3-0, la FC Milano festeggia e va negli spogliatoi, lasciando il povero Mimmuz a subire gli attacchi sfrenati e disperati di un Boca che ormai non aveva più nulla da perdere (né da chiedere). Prima, compie una parata miracolosa sull’ennesimo tentativo della punta di diamante avversaria (un diamante da 1 milione di carati… fate i conti!). Poi, viene superato da un fendente imparabile del solito Hadji, migliore in campo per i suoi.
Il risultato finale è 3-1.
Il terzo tempo chiude una partita all’insegna della correttezza e del fair play.
 
Quindi, primi 3 punti per la FC Milano in questa Coppa Lombardia (e ti pare che una squadra argentina, con un indiano e un marocchino potesse battere la terza squadra di Milano??).
Come in ogni esordio, missione compiuta.
 
Ora bisogna mantenere voglia e concentrazione anche nelle altre partite.
Obiettivo: i quarti di finale, per superare il miglior risultato storico della squadra.

Pagelle

Mimmo: prende cemento e cazzuola e alza un muro invalicabile. Nel finale compie anche una parata miracolosa. Voto 7

Roby: difende finché ce n’è bisogno. E sa anche quand’è il momento giusto per sganciarsi e andare a far male. Diciamo che sta alla partita, come il generale Patton stava alla seconda guerra mondiale. Voto 7

Max: ormai come terzino sinistro ha trovato la sua dimensione ideale. Sbaglia qualcosa solo tatticamente, ma è il protagonista del secondo gol, interrompendo l’azione avversaria e facendo partire il contropiede. Voto 7

Nico: “Hey, teachers, leave them kids alone!”. Prego, risolvere questa specie di rebus. Voto 6,5

Luca: le recenti sirene che danno Roberto Mancini sicuro allenatore della FC Milano sembrano non preoccuparlo. Disegna una squadra vincente e la dirige bene, seppur sottotono fisicamente, con la ciliegina dell’assist per il 2-0. Voto 6

Oscar: c’è chi dice che sia titolare solo perché è il proprietario e presidente della squadra. Lui smentisce tutti con una buona prova, senza strafare ma senza sbagliare. Voto 6

Ambreus: segna il gol che sblocca la partita. Ma sbaglia troppo in zona gol. Qualcuno l’ha fatto in finale di Champions ed è diventato un eroe. Ma qui siamo in coppa Lombardia. Voto 6,5

Edo: spettacolare, sublime, candidiamolo al pallone d’oro. Tocca due palloni e uno lo butta in rete. Alzi la mano chi ha mai visto un giocatore più forte. Voto 6,5