THE EVENT: a beautiful day’s chronicle
A voler essere precisi, la giornata di ieri è cominciata qualche mese fa.
Per qualcuno con l’annuncio del tour, per qualcun altro con l’inizio di una storia d’amore.
E come al cinema, storie diverse alla fine confluiscono in un unico evento.
Un evento che può durare, appunto, una giornata. O anche meno.
Ieri sera, le storie dei protagonisti si sono unite nello spazio di qualche canzone.
Va detto che i protagonisti veri della storia erano 3 e chiaramente non potevano mancare altrettante protagoniste femminili. Tre strafighe che condiscono una storia meravigliosa, con la partecipazione straordinaria degli U2 e del generale delle forze armate di via Forze Armate.
Una cosa è certa: per i tre protagonisti e per le tre ragazze, la giornata di ieri resterà memorabile.
Il 7 luglio 2009, il punto di arrivo delle nostre storie, stava trascorrendo normale.
Fino a mezzogiorno Simon dormiva come da consuetudine, Edo e Franz rubavano lo stipendio nelle aziende paterne e le tre bellissime ragazze facevano quello che le ragazze fanno di solito: si pettinavano, facevano a cuscinate con altre fighe, e altre cose simpatiche come queste.
Per questi 6, però, il destino stava preparando strade diverse.
Andiamo con ordine:
Simon: sveglia a mezzogiorno, colazione dei campioni e preghiera davanti al poster degli U2 che ha in camera.
Edo: ufficio, prova a contattare Obama per avere un posto sul prato.
Franz: va tutto bene (per ora), uscirà dall’ufficio alle 18.30 per andare allo stadio, ha tanti amici che gli vogliono bene, una ex ragazza che ancora lo rispetta e ha la certezza di essersi scelto come soci lavorativi solo delle persone fidate.
Ale: andrà dal dentista alle 18.30 e ha la pretesa di arrivare in tempo al concerto. Poi capisce, disdice il dentista ma lo dice in ufficio. Quindi non è cambiato un cazzo.
Lorenza: riesce a pensare solamente “che palle, devo andare al concerto di un gruppo che non mi piace nemmeno”.
Figlia di Bono: spera che il padre le faccia un bel regalo di compleanno.
Tutto tranquillo, insomma.
Ma dopo il mezzodì, ecco che per uno dei 6, accade l’irreparabile: a Franz squilla il telefono e pochi istanti dopo, gli cade il mondo addosso.
La ex- fidanzata che lo rispetta, ad un tratto non lo rispetta più così tanto; gli amici fidati si rivelano delle serpi e l’unica soluzione è uscire dall’ufficio e scappare da una realtà che purtroppo non sarà facile da ingoiare.
Intanto Edo e Simon arrivano allo stadio alle 17.00 per vendere due biglietti pagati 460 euro l’uno.
Tralasciando i particolari e le trattative con i bagarini napoletani, dico solo che alla fine si è riusciti a piazzarli a 40 euro l’uno. Un ottimo affare!
Ore 18.00. arrivano la Lorenza e Franz. L’Ale è ancora in ufficio e la figlia di Bono ha appena speso 75mila euro da Armani, ma ancora spera in un bel regalo da parte del padre.
Ore 18.30: arriva L’Ale. Si può entrare. Edo, da buono spaccone, chiama le sue conoscenze che gli hanno promesso di portarlo sul palco a cantare insieme a Bono.
Non si entra prima delle 20.00.
Intanto il buon Franz può raccontare le sue sventure, che non riportiamo per non violare il diritto ad essere considerati dei falliti solo da pochi intimi (diritto che, chi scrive, è riuscito a perdere un sacco di volte).
Finalmente alle 20.00 entriamo e Franz e la Lorenza trovano da divertirsi stando in coda per le latrine.
Purtroppo per la Lorenza non ci si poteva chiudere dentro e quindi il concerto andava visto…
Purtroppo per Franz non erano abbastanza sporche e infette per morirci dentro e quindi la vita andava vissuta ancora…
Intanto Edo e Simon avevano raggiunto, a mezz’ora dall’inizio del concerto, il livello di “liceale sedicenne premestruata alla viglilia del concerto di Justin Timberlake”. L’emozione saliva.
L’Ale sfruttava questo momento di debolezza di Edo per provare a convincerlo a regalarle il biglietto.
La figlia di Bono arrivava allo stadio in Limousine, ma ancora non era soddisfatta.
Ed eccoci finalmente alle 21.00. O qualche manciata di minuti più in là.
Il racconto passa al presente e descrive l’escalation che il destino ha riservato a Franz e al susseguirsi di emozioni che hanno accompagnato gli altri protagonisti della nostra storia (che intanto si sta trasformando in romanzo).
Franz sta male. Cerca rifugio in Edo, che ormai però è in trance; allora prova con la Lorenza, che però ha la testa da un’altra parte; prova a guardare l’Ale, ma lei sta parlando al telefono con Nico e non ha testa che per lui; poi guarda Simon, ma Simon non può condividere i suoi problemi amorosi.
Quindi si trova, come tutti gli altri, catapultato nei 78 decibel del concerto: THE EVENT è iniziato.

Le prime 4 canzoni le conoscono solo Edo, Simon e l’Ale. Alla Lorenza e alla Figlia di Bono fanno schifo. Franz pensa che l’idea del concerto sia stata una cazzata.
Ma ecco che, dopo questo preludio, inizia il culmine di mesi di attesa e inconsapevole preparazione, tutto rinchiuso nello spazio di poche canzoni.
A beautiful day, la canzone preferita dell’Ale fa capire a Franz, che comunque, nonostante tutto, Bono lo sta prendendo per il culo. E se non è Bono a farlo, allora è il destino.
Edo intanto gira un video che testimonierà quanto appena scritto.
A questo punto Franz si avvicina a Edo e gli dice: “Sicuramente tra queste 100mila persone ci sarà qualcuno che sta peggio di me!”.
In quel momento Bono tira su dal palco la Figlia di Bono, per farle dedicare dalle 100mila persone Happy birthday to you.
Poi le chiede di stare lì a cantare con lui Party girl, ma lei se ne va, visto che ancora è scontenta.
Questo serve a far capire a Franz che di sicuro c’è chi sta meglio di lui. E anche di parecchio.
Poco dopo si passa a City of blinding lights, canzone con la quale Franz decide di voltare pagina.
La dedica a un’altra. Ormai ha chiuso. Oh you look so beautiful tonight….
Poi arriva Vertigo. Franz salta come un matto. E’ felice.
Edo e Simon saltano come dei disperati. L’Ale è in preda ad un orgasmo mistico e, udite udite, anche la Lorenza si fa coinvolgere!
Poi arriva Pride, e Franz canta a gran voce il suo orgoglio. Ormai ne è uscito. Soprattutto grazie agli U2. E un po’ ripensa anche alle parole. Parole arrivate e parole che arriveranno. Roba del tipo: “Non è una roba da poco… qui si tratta di cotte, di amore…”.
Sicchè si tradisce un amico per delle cotte? What more in the name of love?
Poi arriva One, con uno dei pezzi più belli della storia della musica:
Did I ask too much?
More than a lot…
You gave me nothing
now it’s all I got
We’re one
But we’re not the same
Well we
hurt each other
then we do it again
You say:
Love is a temple
Love a higher law
Love is a temple
Love the higher law
You ask me to enter
but then you make me crawl
and I can’t be holding on
to what you got
when all you got is hurt…
One love…
E qui forse Franz non piange, ma lo faccio io per lui.
E comunque qualcosa cambia ancora.
Tanto che, poco dopo, con With or without you, i telefoni in mano di Franz sono due.
Mentre l’Ale, Simon ed Edo cantano a squarciagola il coro.. Ooohh ooohh oh-ooohhh, Ooohh ooohh oh-ooohhh…..
Pelle d’oca.
Moment of surrender, oltre che chiudere, rappresenta la resa finale di Franz e ci fa spellare le mani.
THE EVENT è finito.
Ce ne andiamo sulle note dell’Ave Maria, ognuno al suo destino.
La Lorenza giura a se stessa che “Mai più!”, l’Ale si svacca in macchina e si addormenta nel traffico, sbavando come un riccio in letargo.
La figlia di Bono spera di ottenere qualcosa di più al prossimo compleanno.
Edo e Simon, mangiando un gelato, analizzano il concerto e lo paragonano a quello del 2005.
E Franz va ad affrontare il Giuda che, a pensarci bene, non l’ha nemmeno sorpreso tanto.
Perché gli amici veri si contano sulle dita di una mano. E se si fanno la tua ragazza, almeno non te lo dicono.
Concludo dicendo che la cura per gli scontenti può essere solo una: Fra, vieni a Dublino al concerto con me! Andiamo a conoscere la figlia di Bono e te la fai.
Così siete contenti tutti e due.
Che per la cronaca, Eve (così si chiama) è davvero carina!
A fine concerto, Bono & co. Hanno detto: “Thank you!”.
Lasciatemi rispondere, molto banalmente, “Thank you too!“…

Godetevi la gallery della serata.
Noi ci vediamo tra due settimane a Dublino… a casa…





luglio 8th, 2009 at 15:11
Perfetta cronistoria caro Edo. Purtroppo sono troppo immaturo per poterla mettere nel culo a qualche amico.