mar 09

Il pallonetto di Ibra, la rabbia di Stephen Hawking e la leggenda delle Tartarughe Ninja

Categoria: Storie - edoardo @ 18:59

Un sabato che poteva essere come tanti altri, si è rivelato una giornata da ricordare per il Mr. Luca Salvalaggio e per (l’ormai ex) bomber Eddie Gnoli.
Un’occasione che, ricordiamolo, è stata snobbata da Nico Cazziglioni, Oskar Akillikov, e Max Lamazza… 

Dopo una stressante settimana di lavoro, l’occasione per lo svago la fornisce l’Inter.
Il viaggio per Genova parte sotto i migliori auspici: sospinti da unvento mica male, mister e pupillo partono per la ridente Zena, patria di De André, di bruno Lauzi, dei pansotti, del pesto e, lo stavamo per scoprire, dell’esimio professor Hawking. 
La noia dell’andata è rotta dalla chiamata a MA: il mitico, che è in fase di perlustrazione al MIsex, ci ricorda che i piaceri della vita possono stare anche tra due rughe.
E alla luce di ciò, ricordandoci quanto siamo fortunati, Luca ed io arriviamo a Genova Ovest. In tutto, da Milano, il viaggio è durato 1h e 30 minuti. Non male.
Purtroppo da Genova Ovest a Genova Est ci vogliono un’altra ora e 45, e se contiamo anche il parcheggio e la coda allo stadio, l’ingresso coincide con il fischio d’inizio.
Proprio mentre ci sediamo (nell’ultima fila che più in alto non si poteva) Ibra firma la vittoria con un pallonetto mirabolante. E proprio mentre Ibra segna, i genovesi iniziano a prendere di mira la mia macchina, rigandone le portiere.
Al 20′ minuto, con il risultato in cascina, io mi sono alzato già 17 volte per far passare i ritardatari e al microfono, lo speaker dello stadio annuncia (in collaborazione con Castorama) che sono in vendita due portiere (rigate) di Audi A3 blu, 4 gomme Bridgestone Potenza con cerchio in lega da 17″, due sedili in pelle per Audi A3, un’ipod, un autoradio con navigatore satellitre e anche una scatola di biscotti (che tanto lasciavo lì perché non mi piacevano).
Il secondo tempo si apre con un botto. I soliti tifosi coglioni, pensiamo noi.
No. La mia macchina è saltata in aria.
Poi la partita finisce. Usciamo e ci dirigiamo al parcheggio.
Lì chiediamo se c’è un bagno pubblico. Ci viene indicata la carcassa di un’Audi A3 blu che – cazzo – sembra proprio la mia…
Per consolarci, ci facciamo consigliare un ristorante di pesce a Nervi dove “si mangia il pesce divinamente”.
Durante il viaggio chiamiamo qualche amico per capire se i gol dell’Inter fossero buoni.
Nico dice che il primo è in linea, il secondo non si capisce bene.
Oscar assicura che il primo è buono, il secondo più sì che no.
Max, il più obiettivo, dice che nel primo gol Ibra è tenuto in gioco da 7 uomini, che nel secondo la palla è dentro di almeno 40 cm e che Lee Oswald non ha ucciso Kennedy.
Per non farsi mancare nulla ci descrive la merenda che ha preparato per se e per i figli: scampi vivi, tartarre di tonno, tartarre di spada, spine di pesce palla, pinna di squalo, tartarre di sirena e olive taggiasche.
Tante, tantissime olive taggiasche.
A proposito di pesce, arriviamo al ristorante…
Sti genovesi… non sanno nemmeno cosa sia il pesce fresco.
In totale mangiamo 4 gamberi e 2 ostriche di plastica e paghiamo il tutto a caro prezzo.
Per fortuna c’è una bottiglia di Pigato che ci dà quel pizzico di effervescenza che ci serve per affrontare la serata: decidiamo di farci una romantica passeggiata sul lungomare di Nervi.
Il cllima è ottimale (15°) e il rumore del mare ci rende anche un po’ filosofi.
E ci torna in mente MA, ormai dedito all’acrotomofilia.
Finalmente troviamo un baretto in cui darci sotto con gli alcolici, stando però attenti al prezzo.
Ordianiamo dos mojitos.
“Quant’è?
“10 euro

Luca giustamente ne tira fuori 20.
No ragazzi: 10 euro in totale. % l’uno!“.

Ce ne faccia 10 per piacere. A testa!“ 

E così, il gestore, un rasta 50enne ce li fa apparentemente tosti. Assaggiamo.
Commento (mio): “Vabè, non è forte!”.
Chiediamo se si può andare a bere sulla passeggiata. Risposta: “No, altrimenti danno la multa a voi e a me!” (che coi prezzi che corrono a Nervi sarà stata intorno ai 15 euro…).
Siccome però non vogliamo fare casini, ci sediamo sulla terrazza del bar, da cui si ha la vista sulla passeggiata e, quindi, sulle bellezze (…) liguri intente a festeggiare la festa della donna.
Improvvisamente ci si presenta davanti una scena al limite tra il surreale e il tragicomico:  in mezzo ad un gruppo di ragazzine, il bel Pete Dhoerty si fa bello del suo taglio di capelli, quand’ecco arrivare di gran carriera il grande Stephen Hawking che sembra avere l’aria di uno che ha qualcosa di importante da dire.
Sul monitor della sua evolutissima carrozzina compare questo messaggio: IL MONDO NON RUOTA INTORNO ALLA BELLEZZA, MA ALL’INTELLIGENZA.

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Dalle parole si passa subito alle mani. Luca e io, increduli, assistiamo a questo scontro fra titani.
E’ subito chiaro che la disputa si può risolvere solo con la morte di uno dei due contendenti, causata dal volo giù dalla scarpata, ma per fortuna di tutti interviene un loro amico comune, che per sedare la rissa sceglie un’arma diversa dal convenzionale mettersi in mezzo: le bestemmie.
Il giovane, spaccando ripetutamente in due il cielo, fa capire a Pete e Stephen che o loro la smettono o Dio si metterà presto a piangere.
Ricevuto il messaggio i due si allontanano parzialmente: uno arretrando sulle proprie gambe, l’altro soffiando dentro a una cannuccia elettronica.
Come ciliegina sulla torta, Stephen si riavvicina a Pete, sempre con lo stesso identico sguardo e gli tende (metaforicamente, ovvio) una mano, lasciando che il led luminoo esprima il suo pensiero: SCUSA, NON CI SONO STATO PIU’ DENTRO.
Risposta di Pete: “Scusa, non ci sono stato più dentro nemmeno io!”.
Ed è tutto finito così, nel nulla.
Finito lo spettacolino è ora di andare.
Appena il mio piede scende il primo gradino, mi accorgo che in fondo il mojito non era così leggero.
Cominciamo a percorrere la strada a ritroso, con passo decisamente spedito.
Mani in tasca, faccia nella sciarpa e discorsi filosofici sui Massimi Sistemi®.
Ad un certo punto, Luca Salvalaggio si accorge che stiamo battendo una pista che non gli è familiare.
La sua tesi è supportata dall’accento francofono dei passanti. Chiediamo. Praticamente siamo arrivati a Mentone.
E menomale che Luca conserva un barlume di sensatezza, perchè io sarei tranquillamente arrivato a sormontare i pirenei e a conquistare la Spagna…
Dietrofront e arrivo al parcheggio.
Il viaggio di ritorno è stato un’agonia. Sia per il sonno (in macchina abbiamo dormito entrambi), sia per la musica che ogni tanto ci svegliava, ma ogni tanto era nemica.
Mi rendo conto che per arrivare vivo a casa, devo fermarmi a prendere una bottiglietta di Coca Cola e qualcosina da mangiare.
Ovviamente la prima area di servizio si trovava a 45 km di distanza. Facendo una fatica immane ci arriviamo.
Scende Luca e ritorna (correndo) con Grisbi, quadratini di Loacker, una cassa di Coca, 10 panini, salame, vino, Pocket Coffee e una lattina di Burn Energy Drink. Si siede e dice: “Dentro non c’era nessuno!“.
Iniziamo a banchettare e io, per curiosità, assaggio la Burn.
Senza rendermene conto sono già a 220 che zigzago tra le macchine in autostrada e sono i miei occhi a lampeggiare per farli spostare. In 7 minuti sono a casa, roba che nemmeno il Coroner con la AMG.
Lascio giù Luca che ha bevuto mezza lattina di Burn (e da sabato sera non è ancora riuscito a chiudere occhio) e mi allontano.
Mi viene voglia di berne ancora, ma intimorito dalla reazione che avrebbe potuto fare col mojito, opto per la scelta più saggia: la verso fuori dal finestrino.
Inavvertitamente la bevanda finisce in un tombino… ecco quello che è accaduto dopo:


 In particolare, fate attenzione a quello che accade dal secondo 16 al secondo 22…

E questo è tutto.
In attesa della prossima avventura, non si può che salutarsi con KAWABONGAAA!!!!

 

Massimi Sistemi® è un marchio registrato Luca Salvalaggio™

1 commento a “Il pallonetto di Ibra, la rabbia di Stephen Hawking e la leggenda delle Tartarughe Ninja”

  1. IL MR:

    sono felice ed orgoglioso di avere fatto la storia insieme ad eddie…. giornata memorabile da gente di GE… genete di GA…

    dopocena da premio oscar… miglior attore nn protagonista (stephen) e screenplay!

    grandissimi….validissimi!!

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