feb 03

Wall – E

Categoria: Cinema - edoardo @ 18:14

Il film che attendevo da più di un anno.
Il film che potrebbe cambiare la storia del cinema.

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Dopo lo strepitoso successo di Ratatouille, Disney e Pixar tornano più in forma che mai.
Il progetto che Lasseter e soci avevano in programma, pare, già da prima che la Pixar venisse fondata, dà vita ad un altro personaggio che, così come per Remy un anno fa, è impossibile non amare!
Eh sì, perchè il paragone con il film precedente è d’obbligo quando si parla di una produzione del genere.
Ormai il livello raggiunto è difficile da descrivere; ed è anche difficile da elogiare, perchè si fa sempre più fatica a trovare le parole giuste, senza essere ripetitivi.
E il termine “capolavoro”, benchè un po’ consumato, ci sta a pennello per questa nuova opera di Andrew Stanton…

Wall-E (Waste Allocation Load Lifters – Earth), è un piccolo robot, rimasto solo sulla Terra, ormai diventata pianeta-discarica.
Il suo compito è quello di fare pulizia e mettere ordine. Ma dopo 700 anni di solitudine, se si esclude la compagnia -anzi, l’amicizia- di un piccolo e fedelissimo insetto, si è evoluto e ha acquisito una personalità.
Una personalità che gli permetterà di provare dei sentimenti quando da un’astronave sbarcherà Eve (Extra-terrestrial Vegetation Evaluator) per cercare tracce di vita sulla Terra.

Le avventure vissute da Wall-E e da Eve sono, nella loro semplicità, un tributo alla coerenza e alla linearità della sceneggiatura. Niente viene lasciato al caso, nè viene tralasciato.
Ma ad impressionare ancora di più, oltre alla stracitata capacità di rendere reali le immagini, è il tentativo (perfettamente riuscito) di dare voce a chi voce non ne ha una: in un film di un’ora e mezza, ci sono all’incirca 10 minuti di “parlato”. Il resto, come nel miglior film di Charlie Chaplin, è affidato alle emozioni che i due protagonisti provano e ci fanno provare.
Una semplice semirotazione degli occhi di Wall-E o un cambio di taglio nei led luminosi che sono gli occhi di Eve, fanno sembrare vere le facce dei due robot. E in silenzio, i due, si dicono e dicono molto più di quanto si potrebbe fare parlando o recitando.
Eccezionali sono gliocchi di Wall-E che guarda il cielo o la sua Eve “spenta”; eccezionale (l’ho detto che ormai è difficile trovare il termine giusto senza essere ripetitivi) è l’espressione di Eve che ride.
E la raffica di emozioni che travolgerà lo spettatore è intuibile da subito. In particolare dal momento in cui Wall-E, guardando per l’ennesima volta Hello Dolly, prova solitudine e ci fa capire quanto vorrebbe stringere la mano a qualcuno come fanno Gene Kelly e Barbara Streisand.
Oltre a questa e ai già menzionati richiami Chapliniani, evidenti sono le citazioni da Corto circuito e da 2001: Odissea nello spazio (anche nella colonna sonora).

Se in Ratatouille venivano affrontati temi riguardanti la critica e le scelte personali (con risultati eccellenti), in questa nuova pietra miliare che Disney e Pixar pongono nel cinema d’animazione, si spazia dal cupo futuro che potrebbe aspettarci con relative riflessioni ambientaliste, alla solitudine, fino ad arrivare al romanticismo delle più classiche storie d’amore Disneyane.
E il tutto è fatto con una sapienza e una tecnica superiori perfino a quelle del film di Brad Bird.
Tanto che sono portato ad una previsione ancor più azzardata e rosea di quella (azzeccata) di un anno fa: l’Oscar per il miglior film d’animazione sarà una formalità.
E se arrivasse una nomination per il miglior Film? Sarebbe così strano?
Assolutamente no.
E non mi sorprenderei nemmeno se, Wall-E stesso, venisse candidato a miglior attore.
Pensateci: nel film più rivoluzionario della storia della Disney, perchè non portare una rivoluzione anche in tal senso?
E poi, quante volte un personaggio è stato in grado di far sorridere come Wall-E, di farsi voler bene come Wall-E, o di coinvolgere come Wall-E?
Per quanto mi riguarda, davvero poche.

Alzi la mano chi non si è commosso, pochi minuti prima della fine, quando Eve cambia il cip della memoria.

Questo meraviglioso film, potrebbe davvero stravolgere gli equilibri a Hollywood.
Ed in questo senso, Wall-E, potrebbe cambiare la storia del cinema.

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