feb 03

Juno

Categoria: Cinema - edoardo @ 16:09

gallery54669Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso per Juno, una ragazza adolescente del Minnesota, che decide di fare sesso con il suo migliore amico Bleeker, un ragazzo timido e riservato. Quando scopre di essere incinta decide di dare il bambino in adozione e cerca una coppia di genitori. Dopo qualche ricerca, incontra Mark e Vanessa, una coppia benestante che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull’aiuto e il sostegno del padre e della matrigna. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa…
Ellen Page è una giovane attrice canadese. Ha solo 20 anni eppure mostra una bravura e una naturalezza davvero inconsuete. Non ho visto La vie en Rose, ma probabilmente Marion Cotillard dev’essere stata superba, perchè fatico ad immaginare un’interpretazione più meritevole dell’Oscar di quella della giovane interprete di Juno. E per questo motivo, mi sembra doveroso partire da questa protagonista vera, che recita un ruolo che a conti fatti sembra stato scritto apposta per lei.
E per goderselo al meglio, consiglio la visione del film in lingua originale, grazie alla quale, oltre ad apprezzare in toto l’interpretazione perfetta di Ellen Page,  non dovrete sorbirvi la fastidiosa traduzione (cioè, tipo) del gergo americano, molto più fluido e divertente.
Juno è un film particolare: tratta argomenti etici e morali molto importanti come la gravidanza di una sedicenne, l’aborto, l’adozione e le difficoltà del rapporto  uomo-donna, ma lo fa in modo molto leggero. Non per questo però, i temi trattati vengono sottovalutati. Vengono semplicemente visti con gli occhi di un’adolescente un po’ più matura dei suoi coetanei, che forse non riesce a comprendere appieno i problemi che ci stanno dietro.
E’ un film che emoziona e talvolta diverte, non solo usando la semplicità e la leggerezza di Juno, ma mettendoci sullo stesso piano della sua vita e della sua adolescenza, rendendoci partecipi dei suoi sogni, delle sue speranze e delle sue sofferenze. Alla fine ci sembrerà di aver affrontato con lei il suo viaggio verso la maternità.
Sono disegnati molto bene anche i personaggi di contorno, che pur essendole vicino, non sembrano poterla capire ed aiutare davvero, cosa che rende ancor più speciale il suo modo di vivere una situazione tanto complicata: dall’amico/fidanzatino, al padre; dalla coppia di genitori che vuole prendere in adozione il bambino (molto brava soprattutto Jennifer Gardner), alla matrigna. Fino alla migliore amica, che pur immatura, non la abbandona mai, nemmeno durante il parto.
Un insieme di personaggi che ricorda molto il nucleo famigliare di Little Miss Sunshine, fenomeno al quale il regista Jason Reitman (Thank you for smoking) si è probabilmente ispirato nel dirigere i suoi personaggi.
La notte degli Oscar ha visto il trionfo di Diablo Cody, ex spogliarellista, che firma una sceneggiatura molto ben sostenuta e dalle evidenti tinte Woody Alleniane. E probabilmente il cinismo a volte disincantato e arrogante, altre volte raffinato, è autobiografico.
E il risultato è un personaggio splendido che affronta i problemi della vita nella maniera che molti di noi vorrebbero (io per primo!): meno sentimenti, più emozioni.
Reagendo come suggerisce l’istinto. Comportandosi come il cuore consiglia di fare.
Poi non importa come andrà a finire. Perchè sarà sempre un finale genuino. Sincero.
E senza rimpianti.
Chi vuole intendere, intenda.

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