Gara 5
Che palle. Questi c’hanno un culo incredibile.
Sono le ore 20.00. Mancano due ore alla partita quando un’edizione speciale del TG3 Regione dà la terribile notizia.

Il celebre portiere dell’FC Milano, Mimmuz, è stato arrestato da un commando guidato dal capitano Penultimo, nell’ambito dell’operazione anti-droga “Desert Cazzuola”. Nell’attico del calciatore, in piazza San Babila a Milano, sono stati rinvenuti 450 chili di eroina (che Mimmuz ha cercato di far passare come sabbia del Sahara), 20000 pastiglie di ecstasi (che secondo Mimmuz sarebbero servite per sfamare il suo allevamento di ornitorinchi), 4 milioni di euro in contanti, uno spinello e l’arma che ha ucciso Samuele Lorenzi.
Eloquente il commento di Mimmuz, scortato in macchina dalle forze dell’ordine: “Che cazu volete, b’stardi? Una cana per uso personali è posibile per vostra leggi di merda!”
Resosi conto della gravità della situazione, Max ha cominciato a fare telefonate a tutti i suoi amici e parenti, anche alle donne, ma non c’è stato nulla da fare. Ormai la scure si era abbattuta, il giudice aveva battuto il martello, la sentenza era stata pronunciata: avrebbe dovuto giocare in porta.
Ma veniamo alla cronaca…
E’ il 7’ della ripresa. Un calcio d’angolo, 4 o 5 rimpalli e la palla che entra in rete dopo aver colpito il grugno di uno di quelli lì. Pensa te.
Questo episodio è l’emblema della partita. Una partita che abbiamo dominato dal 1’ al 90’.
Ma il calcio, si sa, è stronzo.
Nonostante i 4/7 della squadra giochino fuori ruolo, nonostante il portiere abbia un braccio rotto e abbia appena finito una maratona del sesso, il tuo laterale sinistro sia appena sbarcato all’aeroporto dopo aver giocato la semifinale di Wimbledon, il tuo centrocampista abbia saltato il consueto appuntamento con il cesso negli spogliatoi e il tuo attaccante di sfondamento venga schierato a fare ordine davanti alla difesa, abbiamo giocato una signora partita!
Siamo una grande squadra, lo abbiamo dimostrato. E come capita spesso, siamo stati penalizzati dagli episodi.
A partire dal primo gol subito: dopo 20’ minuti di attacchi senza sosta e due rigori negatici, viene concesso un angolo agli avversari. Noi, che siamo una squadra che prepara le partite come si deve, ci schieriamo come in allenamento, aspettandoci chissà quale schema. Le marcature, come al solito precise e strettissime, e accompagnate da impercettibili segnali codici per indicarci l’un l’altro quale giocatore prendere, vengono vinte dalla semplicità e dalla banalità di quella squadretta: palla battuta rasoterra verso il centro dell’area, attaccante che entra e di piattone la mette dentro.
Commovente Nico che, vedendo l’uomo infilarsi tra le nostre maglie, grida: “Questo lo prendo i…” e non fa in tempo a finire la frase che la palla è già nel sacco.
Per la cronaca, riporto la fine della frase: “…n culo!”.
Ma come sempre, restiamo compatti e decisi ad iniziare il secondo tempo nel migliore dei modi: ribaltando il risultato in un attimo.
Purtroppo restiamo ancora vittimi dell’albitrarietà (a noi contraria) e ai nostri mediocri avversari viene convalidato un gol in netto fuorigioco.
Da qui in poi è stato un assedio. Roby ha randellato con la consueta grinta, nonostante l’evidente disappunto derivato dal fatto che l’arbitro somigliasse vagamente al poliziotto che gli ha puffato la patente; Andrea sulla fascia è stato irresistibile, ma va bè… per uno abituato a giocare con palline dal diametro di 6 centimetri, è facile giocare a calcio; Gnoli II, sacrificatosi a centrocampo e rimasto a secco è riuscito comunque a concludere a rete, seppur abbassando la sua media-tiro: le sue conclusioni sono state infatti solo 17; Luca ha retto bene, con più grinta del solito, ma è stato fermato dalla sua stessa merda (quella che aveva in corpore) al 12’ della ripresa: era impossibile proseguire, ma lui è rimasto in piedi e ha tenuto duro.
Ed è stato un assedio molto fruttuoso, tant’è che sono arrivati due gol del solito Gnoli I, imbeccato dal solito uomo-assist Nico.
E, come insegna anche la matematica, se nel frattempo non avessimo preso altri due gol, a quel punto saremmo stati 2-2. E allora avrei voluto vedere come se la sarebbero cavata quelli là.
Gli si poteva vedere la paura scolpita in faccia, dopo il nostro uno-due. Hanno iniziato ad affidarsi ai lanci lunghi, probabilmente perché non sapevano più come fare per arrivare al fischi finale. Poverini…
Poi, va bè, hanno fatto un altro gol, ma questa è tutta un’altra storia…
Ma che soddisfazione è stata vederli sudare stremati, vederli tremare e, soprattutto, vederli soccombere in due occasioni!
Alla fine del match, un fierissimo presidente Baracco è sceso negli spogliatoi a farci i complimenti. Ricordandoci che a questi qui gli abbiam messo due pere all’andata e due al ritorno.
Quindi, quando li ribeccheremo in finale (se loro ci arriveranno) basterà ripetere lo stesso identico risultato di ieri sera (ma senza subire gol) per essere campioni e regalare una gioia immensa a tutti i nostri tifosi.
Pagelle
Max: Su 4 gol non può nulla, ma sul quinto ricorda molto un tratto di John Holmes: la cappella gigante (sono il re dei doppi sensi…). Voto 6
Roby: Nel primo tempo si fa un culo così. Nel secondo soccombe subito. Un po’ come se un partecipante dell’isola dei famosi morisse affogato, sbarcando dal gommone. Voto 5,5
Nico: Imponente, impacciato, irruente. Immaginatevi di veder giocare Chewbacca: le differenze sono che Nico è più glabro e non ha quel lieve difetto di pronuncia. Voto 5
Andrea: Il sogno di ogni donna alla quale piaccia il sesso senza complicazioni: grande, grosso, energico, e ci dà dentro fino alla fine, ma del tutto sterile all’atto di concludere. Voto 5,5
Ambrogio: Gioca in un ruolo non suo e lo fa con discreti risultati. I giornali parlano già del nuovo Fresi, ma ci sembra un po’ presto per bocciarlo così. Voto 6
Oscar: Si sgola come l’Imam di Teheran durante il richiamo per la preghiera, ma la sua pagella serviva più che altro per il consueto elogio alla robina che c’hanno le donne.
Luca:Come l’effetto del nimesulide: all’inizio è efficace ma poi si esaurisce troppo in fretta. Voto 5,5
Edo: Troppo spesso anticipato e sbaglia un gol facile. Poi dà il meglio di sé tutto e solo nel finale: come Rutger Hauer in Blade Runner. Voto 5






