feb 03

Non è un paese per vecchi

Categoria: Cinema - edoardo @ 16:07

nonunpaesepervecchiposter1Llewelyn Moss, un saldatore texano a caccia in una zona desertica, si imbatte per caso nella scena di un crimine: un furgone carico di eroina ed alcuni cadaveri sparsi per terra. Poco lontano, un altro corpo e una valigetta con dentro due milioni di dollari. Che fare? Llewelyn decide di tenersi il denaro, dando così il via a una reazione a catena che neppure il disilluso sceriffo Bell può riuscire ad arginare. Moss dovrà fuggire, in particolare, dalla caccia di un sanguinario e misterioso inseguitore.
 
C’erano una volta i fratelli Coen. Quelli che dirigevano Il grande Lebowsky, Fargo, Fratello dove sei?, Ladykillers e L’uomo che non c’era. Quelli che producevano Romance and cigarettes e Babbo Bastardo.
C’erano una volta i due fratelli di Minneapolis, dei quali avresti riconosciuto i film, anche senza conoscerli. Perché quegli scenari, quella passione per attori come Billy Bob Thornton, George Clooney, John Turturro, Steve Buscemi e John Goodman e, soprattutto, quella tecnica erano e restano inconfondibili.
C’erano una volta due registi capaci di buoni film, ma che stentavano a compiacere in un colpo solo critica e pubblico.
 
I due fratellini sono cresciuti, abbandonando gli attori feticcio, ma non la loro tecnica.
Il risultato è un film che non ha un finale sorprendente e nel quale i colpi di scena sono volutamente oscurati, quasi a voler enfatizzare più la storia che i particolari.
Probabilmente lo scopo era far riflettere lo spettatore su un mondo che sta cambiando, più velocemente di quanto egli possa rendersene conto.
E lo scopo viene centrato appieno. Grazie anche alla bravura degli attori. Due su tutti: Tommy Lee Jones, nella parte di un disincantato sceriffo del Texas, e il sempre più eccezionale Javier Bardem, nei panni di un killer che gioca a testa o croce con la vita delle sue vittime.

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Paesaggi mozzafiato ed una sceneggiatura dal ritmo molto ben sostenuto fanno da cornice ad una caccia all’uomo in cui le scene crude non vengono per nulla risparmiate: sparatorie, suture, esecuzioni. Alla fine, chi si aspetterà il deus ex-machina o il colpo di scena, probabilmente rimarrà deluso. Ma i Coen descrivono la realtà in cui viviamo. Quella in cui il protagonista del film, un vecchio e stanco sceriffo, non riesce più ad identificarsi.
La pellicola, infatti, non ruota intorno a Moss o al misterioso killer. Bensì a quello sceriffo in carica dall’età di 25 anni, orgoglioso di ricalcare le orme del padre, in un mestiere che anni prima veniva gestito più con il buon senso che con le armi.
Ma quello di oggi è un mondo strano, in cui non si può mai dire di averle viste tutte. In cui le nuove generazioni iniziano a marcire fin dall’adolescenza. In cui si farebbe di tutto per i soldi e per la droga. In cui è impossibile insegnare ai ragazzi valori come il rispetto o l’amore.
Non è un mondo in cui si dice ancora “per favore” e “grazie”. Non è un posto in cui vincono sempre i buoni. Non è un paese per vecchi.
Aggiornamento 25 febbraio 2008:
Non è un paese per vecchi, candidato ad 8 premi Oscar, ha trionfato ad Hollywood aggiudicandosi 4 statuette: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Attore Non Protagonista (Javier Bardem).

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