mag 05

Amsterdam

Categoria: Storie - edoardo @ 07:09

Potessi non mi fermerei mai.
Ogni volta che faccio il turista, penso al modo in cui un posto ti colpisce più di un altro. Di come una sola piazza possa restarti dentro più di un’intera città, o un fiume possa colpirti più di una cattedrale.
Alcune volte un posto proprio non riesci a fartelo piacere (come Madrid). Altre volte per apprezzarlo totalmente, non ti basta visitarlo; devi viverci, conoscerlo, innamorartene lentamente (ad esempio Dublino). Ci sono poi delle volte in cui la città può anche essere meravigliosa, ma rimani perso soprattutto perché ne condividi l’esperienza (e mi è successo a Parigi).
Soltanto una volta mi è capitato di arrivare in una città, di cui avevo sentito parlare molto, e di restare completamente rapito: New York.
 
Venerdì 2 maggio, dopo 5 anni di attesa e di rinvii dovuti ad una promessa antica, sono arrivato ad Amsterdam con i miei tre più vecchi fellows.
Sappiamo tutti come funziona quando ti sovraccaricano di aspettative un posto, un film o una persona.
Alla fine ne rimani deluso.
Ma ad Amsterdam no. E’ stato amore a prima vista.
Così come a New York (che guarda caso si chiamava New Amsterdam), mi sono sentito da subito catapultato in una realtà completamente diversa da quella che conoscevo.
Amsterdam conserva un fascino antico, caratterizzato da vie anguste e ponti ad arco che collegano e superano la fitta rete di caratteristici canali, attorno ai quali si alzano i muri delle case che salgono in maniera irregolare, obliqua, in quello che sembra un quadro disegnato da Magritte.
Le luci delle vetrine vengono offuscate dalle nuvole di fumo che escono dai pub e dai coffeeshops, in cui migliaia di persone entrano ed escono senza sosta da quando inizia il crepuscolo fino all’una di notte.
E non bisogna lasciarsi ingannare dalla nomea che la città si è fatta in tutti questi anni: non è solo un ritrovo per puttanieri e drogati.
Amsterdam colpisce proprio perché riesce a fondere perfettamente uno spirito antico e romantico con quelle venature di vizioso e peccaminoso che, volenti o nolenti, sappiamo essere in ognuno di noi.
Guardando i miei tre amici, potevo notare anche in loro lo stupore e il divertimento; le sensazioni che quel posto magico suscitava in loro, come in me, erano ben chiare nelle loro espressioni.
E’ difficile descrivere con parole quanto può essere diverso un giro in pedalò sui canali, rispetto ad uno sul mare.
Ad Amsterdam sembra che il tempo si sia fermato. O meglio: sembra di vivere in una dimensione a sé stante.
Una dimensione che ti cambia la vita, perché se certe sensazioni o esperienze non le hai vissute davvero, arrivi a chiederti che cosa sia reale.
Forse questi deliranti pensieri sono solo frutto di emozioni provate in condizioni mentali alterate.
Ma questo è il bello di Amsterdam: i pensieri, le emozioni, le tentazioni e la voglia di trasgredire che si prova lì, non la si trova in nessun altro posto del mondo.
Chi non capisce, non si sforzi nemmeno. O lo si è provato, o non si può comprendere Amsterdam.
 
Amsterdam è come il suo coffeeshop più tetro: ti incuriosisce, senza che tu sappia che cosa ti aspetti una volta entrato e poi fa di te quello che vuole, lasciandoti perso all’inizio, ma felice alla fine.
Amsterdam è come la più bella delle sue ragazze in vetrina: cattura la tua attenzione con la sua luce rossa, poi ti attira a se, meravigliosa ed ammiccante, e alla fine si fa ricordare per sempre.
Va detto che io nelle vetrine non ci sono entrato, ma bisogna onestamente ammettere che chiunque passi di lì, un pensierino ce lo fa.
Ma d’altra parte Amsterdam è così: tentatrice. Non le puoi resistere.
 
A questo punto il rammarico di non esserci andato prima è forte. In me come nei miei amici.
E la promessa di tornarci, non riesce a lasciarmi completamente soddisfatto, perché il quartiere rosso e i coffeeshops stanno per lasciare il posto a negozi ed hotel.
E questo sarebbe un peccato.
Perché io vivo di malinconici ricordi, nella speranza di rivivere le belle esperienze che ho provato nella mia vita.
E Amsterdam l’ho conosciuta così.
Avvolgente e tentatrice.
Bella e puttana.
Romantica e viziosa.
Non voglio che cambi. Salvate il De Wallen, preservate i coffeeshops, lasciate intatte le vetrine.
Non rendetela una delle tante belle città che si possono visitare e che ricorderai solo per un palazzo o un museo.
Lasciate così com’è la città di cui mi sono innamorato a prima vista.
Lasciatela così com’è. Unica al mondo.

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