Il 4 politico
Ogni volta che sento o vedo il numero 4 non posso fare a meno di pensare a determinate cose.
Luoghi comuni, ricordi più o meno felici… tutta roba così!
I quattro cantoni; i quattro mori; 4 sono gli esami che mi mancano per prendere la laurea in economia; la prima volta che mi son dovuto svegliare alle 4 e mi sono reso conto che esistevano anche di mattina; il tanto amato capitano della tanto amata Inter; e, con una sempre crescente fierezza, ogni volta che sento il numero quattro mi viene in mente la mia media voto al liceo.
Frutto delle versioni copiate direttamente dal libro e delle interrogazioni a scena muta.
Eh sì perché i prof non si ponevano il problema, ed elargivano anche dei 9, se i compiti scritti erano fatti bene. Così come, senza batter ciglio, mi rimandavano a posto con un 1 od un 2 seguito da una sfilza di meno (tanto per indorare la pillola) quando ammettevo candidamente di non conoscere le risposte alle domande appena postemi. E la cosa strana è che non si chiedessero il perché di tanto dislivello tra orale e scritto. O forse lo facevano ma non gliene fregava niente.
E sono certo di non essere stato l’unico ad attraversare momenti del genere. So che come me c’è un’intera generazione di studenti che preferiva passare la settimana che precedeva le verifiche a fare pratica di Playstation piuttosto che aprire un libro, per poi trovarsi sveglio la notte della vigilia a fotocopiare e ritagliare bigliettini, con il pensiero però rivolto a quella partita a PES persa all’ultimo secondo.
E i più fortunati, già possessori di un abbonamento internet, avevano anche la libertà e la privacy (visto che i genitori dormivano) di uscire dal mondo fino a quel momento conosciuto e adorato (il sito B.I.G.), per scoprire che c’era un universo che tante soddisfazioni avrebbe poi dato (la pornografia).
Bei tempi.
Alzi la mano chi non c’è passato!
Abbassala secchione! E smettila di leggere qui… vai a studiare!
Tornando a noi, oggi sento al telegiornale la notizia che un gruppo di studenti di Bolzano è sceso in strada per chiedere al preside di abolire i voti troppo bassi e di dare, in caso di debacle anche gravi, il 4 politico.
Il rappresentante del movimento studentesco di quel liceo, un babbazzo con un nome dalle marcate sfumature austro-prussiane e, permettetemi di pensarlo, uno sfigato sinistroide con la media del 9, sosteneva che voti come 2 o 3 sono irrecuperabili per lo studente.
E il corteo dietro di lui cantava qualcosa in tedesco al ritmo di “O-lle-lè! O-lla-là! Faccela vedè! Faccela toccà!”.
A parte il disgusto provato per lo spettacolo nazi-comunista a cui stavo assistendo, ho pensato all’assurdità della cosa!
4 politico? Voti irrecuperabili??
Io al liceo arrivavo al punto di chiedere alla prof di greco, che magari ad inizio quadrimestre non voleva infierire, di riprendersi il suo compassionevole 5/6 e di darmi un bel 3! Perché?
Perché il 5/6 avrebbe comportato necessariamente altre interrogazioni per rimediare e raggiungere la sufficienza piena, mentre un 3 mi avrebbe lasciato tranquillo in quella fascia di presunti psicolabili che mettere nuovamente sotto esame, significherebbe esporli a nuove umiliazioni pubbliche. Quindi mi avrebbe garantito un sacco di pomeriggi liberi!
E poi alla fine, nelle ultime due settimane, si rimediava!
Che il tempo per recuperare c’è sempre, diciamocelo.
E se invece sei uno che non studia mai, che differenza fa prendere tutti 2 o tutti 4? Nessuna! Tanto sarai bocciato comunque!
Quindi, cari studenti della vostra regione autonoma che ha i cartelli stradali nella lingua di Hitler: non rompete i coglioni e prendete i voti che vi spettano! Siano essi degli 8, dei 4 o dei 2!
E reagite come abbiamo fatto noi, generazione dell’83 (e anni adiacenti), e anche altri prima di noi!
Copiate! E non vi crucciate più del dovuto, che solo a non fare niente di niente si viene bocciati.
Al liceo, con il minimo sforzo si passa. Tra una partita alla Play e la scoperta del nome di una nuova pornostar!
E una volta arrivati al quarto anno fuoricorso dell’università, potrete guardare dall’alto in basso uno studente che deve ancora decidere se aderire ai Comunisti Italiani o al movimento di Forza Nuova, e ripensando con fierezza e con un romantico sorriso agli anni delle superiori, dirgli: “4 politico? E pensare che 4 era la mia media al liceo…!”




