mar 16

Party per i miei 25 anni: il gran divertimitico.

Categoria: Storie - edoardo @ 06:49

Ho la bocca asciutta.
E un cerchio terribile alla testa.
Nella stanza è ormani chiaro, lo capisco nonostante gli occhi ancora chiusi.
Solo l’idea di aprirli per guardare l’orologio mi dà fastidio.
Ma alla fine mi faccio coraggio, spinto forse più dalla voglia di alzarmi per bere un po’ d’acqua.
Sono le 11.30. Del 16 marzo.
Non è per niente tardi se consideriamo che mi sono addormentato solo 5 ore fa.
Mi alzo dal letto e vado verso il frigorifero. L’acqua ha un sapore strano. Ma forse non è colpa dell’acqua.
Mi ributto nel letto, ma di riaddormentarsi non se ne parla. Fa troppo male la testa.
Sono hangover.
Non mi resta che stare lì a ripensare a cosa mi ha ridotto così.

C’è chi dice che l’alcool sia un brutto demone.
Bisogna anche riconoscere che è stato quel quid in più di tante serate.
Ma che dico? L’amico in più di tante serate!
E irei sera è stato così.
Un’altra festa di compleanno. Tanta gente, tanto da bere, tanto da mangiare.
Più l’attrazione del toro meccanico, che all’interno dell’equazione, rappresenta una variabile: sotto i fumi dell’alcool fa l’effetto del simulatore di forza centrifuga per gli astronauti.
Come tutte le volte si parte da una birra.
Poi mangi un panozzo perchè “devi fare il fondo”.
Poi seguono altre birre, finchè qualche avventuroso temerario apre la prima bottiglia di super-alcolico.
E si comincia.
Giro di chupitos di vodka liscia a cui partecipano tutti.
Dopodichè guardo Simon, che dopo l’ultima festa di compleanno dice di non voler più esagerare, ma poi ha sempre in mano due cocktails.
Si prosegue con Marco, che sfrutta i suoi trascorsi da barman per perparare un mezzo Long Island, nel quale mancano degli ingredienti, ma fa schifo lo stesso.
Poi vedo Nico, che ha in mano la bottiglia della vodka e, nonostante io abbia avuto solo il tempo di cercare di capire che cosa manchi al mio mezzo Long Island, mi fa venire in mente la solita domanda: è mezza piena o è mezza vuota?
La risposta non ha imortanza, quello che conta è che ne ha già scolata metà.
Dall’altra parte della stanza (che poi è un capannone) c’è l’Ale; l’Ale non beve più. Lei non si vuole più ubriacare.
Però c’ha sempre in mano il suo Martini-Coca Zero. E ogni volta che arriva a metà bicchiere lo ricarica.
Bisognerebbe capire perchè sono avanzate due bottiglie di Coca e nessuna di Martini…
A darle manforte, la Sara. Lei è sotto antibiotici, quindi in teoria non può bere. E infatti la birra la evita. Poi però si attacca anche lei alla vodka e ora ha una certezza: gli
antibiotici non le serviranno mai più a niente.
Oscar rispolvera le vecchie abitudini da beone, aspettando Max che arriverà a breve con la sua compagna.
Ricky e Luca scrutano la situazione come due ghepardi che controlano il branco di gazzelle, sperando di trovare una femmina da sbranare.
Henry è lì che aspetta solo che qualcuno lo metta sui binari giusti, e ci prova in ogni modo Andrea, che sa bene quanto ci si possa divertire con un Henry ciucco.
Di fianco a loro, il gruppo delle Bayliss-addicted. Forse qualcuna ha finto di buttare giù lo shottino iniziale di vodka, ma quando c’è quella crema marroncina, non le ferma più nessuno.
Anche se, in ognuna di loro puoi vedere la delusione: alla Elena manca il suo daiquiri frozen, all’Azzura manca il vino rosso e all’Angela manca una panca da sfondare.
E le due amiche dell’Azzurra sono in paranoia perchè sono andate in bianco con due dei maschi più attraenti della serata: Gabri, che deve fara da balia al prof. Proffi, e Marco (non il barman), che deve tenere a bada gli impulsi di un ubriachissimo Roby Luchetti.
In tutto questo, gli ultimi quattro citati bevono come delle spugne.
Guardandomi meglio intorno, mi accorgo che mancano due persone: Walter, che dice di essere a casa a vedere il Milan, ma invece chissà in quale bordello di periferia è rinchiuso e mio fratello Ambrogio.
E qui penso: va che bravo che non beve come al solito! Poi realizzo: è andato dalla fidanzata con la macchina del papi. E sta via molto più del previsto.
Buon per lui… e comunque avrà tempo di recuperare più tardi con l’alcool.
Esco un attimo dai miei pensieri e mi accorgo che la testa gira. E non ho più in mano un mezzo Long Island, bensì un vodka lemon. Segno che ci sto dando dentro di brutto.
Arrivano la Roby e la Giulia. La prima partecipa solo per rivedere Marco (e recuperare un cocktail che lui le avrebbe scroccato in quel di Dublino) la seconda perchè ha capito che c’è da bere gratis.
Un giro di toro per tutti, un nuovo record stabilito (da me) e la promessa di non salirci più per evitare di avere vomitate in stile “irrigatore da giardino”.
Arriva Walter e arriva anche Ambrogio (con tutti i suoi 73 amici).
Bevono tutti, va via il toro e si parte con la torta.
E con lo champagne.

Ho ancora sete, mi alzo dal letto per bere ancora un po’ d’acqua e intanto inizio a rendermi conto del perchè mi ritrovi in quelle condizioni.

La torta, dicevamo.
Il momento è di quelli che non si scorderanno più, ci vuole un discorso.
Lo faccio: “Festeggiare il mio venticinquesimo compleanno con tutti i miei migliori amici…….
…… sarebbe stato fantastico. Ma non vi preoccupate: mi accontento di voi!”
Stappo lo champagne e Walter dà inizio al gioco che causerà la degenerazione definitiva della serata.
Iniziano tutti a schizzare champagne, birra e rimasugli vari di bicchieri.
La sala è uno scempio.
C’è torta ovunque. Io puzzo come una distilleria.
Dopo un quarto d’ora di lavate collettive, partono le torte in faccia.
La tattica è vecchia e ha sempre funzionato: ti sporchi la bocca di torta e te la fai leccare da una ragazza.
Adesso però qualcuno mi deve spiegare perchè io ho avuto le leccate, nell’ordine, di: Roberto, Nico e Marco.
Vabè – penso – tanto un bacino me lo darà l’Ale. E invece niente. Come al solito mi becco un due di picche perchè “lo sai che non posso mangiare dolci”…
Ma c’è ancora tempo per organizzare qualcosa…
Apro i regali, cercando di togliermi la torta dai capelli.
Guardo l’orologio, si son fatte le tre.
Qualcuno abbandona la nave (che in effetti sta ormai affondando).
Rimane uno sparuto gruppetto di ubriachi. Mi avvicino a Nico, perchè non si può concludere una festa così senza due limoni.
E allora si rispolvera il vecchio gioco della bottiglia.
Perchè io il bacio dall’Ale lo voglio. E nico lo vuole da una ragazza di cui però mi ha pregato di non dire il nome.
Ok: Nidasio.
Ci si siede in questo senso orario: Marco “il Mago”, Giulia, Marco “l’altro”, Luca “l’infiltrato”, Sara, Roby (Nidasio), Nico “il voglioso”, Edo “il voglioso”, Ale “cintura di castità”.
Nelle retrovie, ad osservare, Ricky e Ambrogio (che sono impegnati, forse tra di loro), Simon e Andrea (che sono pirla), Roby Lucchetto che è troppo ciucco e Walter (che se non lo paga, non gli piace il contatto femminile).
Il gioco della bottiglia, chiaramente truccato porta a questi iniziali risultati: Nico bacia il divano, il Mago bacia l’infiltrato, i due vogliosi si baciano tra loro, marco l’altro fa una giravolta, la fa un’altra volta, guarda in su, guarda in giù e dà un bacio a tutti i partecipanti (mettendo la lingua solo dove e quando voleva lui però!).
A questo punto le ragazze si fidano un po’ di più (il grande bluff ingegnato da tutti i maschi allupati ha funzionato alla perfezione) e si sciolgono.
E taaac.. io becco l’Ale. Che si rende subito conto, mi concede un bacio a stampo ed abbandona il tavolo. Per la cronaca, me ne ha concesso un altro salendo in macchina (o almeno questo è ciò che l’alcool mi ha fatto credere e vedere).
Torno al tavolo e c’è il delirio. E anche Simon, vecchio marpione, zitto zitto si è infilato nel cerchio del peccato. E quel bacio di 5 secondi, non lo scorderà mai più…
Per rispetto di tutti non dirò chi ha baciato chi.
Riporto solamente la singolare foga che ho notato in Nico quando ha dovuto baciare me… frustrato dal fatto che non uscisse mai chi voleva lui (le ragazze hanno capito il trucco e ce l’hanno rovinato), mi ha infilato la lingua in gola con una foga che è impossibile da spiegare.
Fattesi ormai le cinque, salutati i partecipanti, ci ritroviamo in 4: i due vogliosi, il Lucchetto e Marco l’altro.
Il Lucchetto ha l’idea che ti può cambiare una serata: “Andiamo in un night!”.
Siamo finiti all’autogrill di Lainate a litigarci gli ultimi due Capri rimasti.
Ma ne è valsa comunque la pena, se non altro per essere testimoni della fine della storia d’amore del Roby Lucchetto, perchè la sua (ex) ragazza aveva paura che lui stesse andando a puttane.
Poi, back home, gli ultimi saluti a Roby e Marco e la ricerca, con Nico, nel buio del capannone, di un maglione che non si troverà mai più.
Saluto Nico, salgo le scale e vado a letto.

Ed eccomi qua, solo cinque ore dopo e con le idee un po’ più chiare di prima.
Bisogna però dire che è stata una gran bella serata. Mi sono divertito molto e spero sia stato così per tutti i partecipanti.
Quindi non mi resta che ringraziare tutti per la presenza e per i regali.
Ringrazio anche l’alcool, che è “la causa di e la soluzione a tutti i problemi della vita”.
E non mi resta che alzarmi e farmi una bella doccia.

E intanto penso: ma perchè la Roby aveva quell’accanimento quasi fetish per la mia mano?
Me l’ha leccata tutta sera… Pensava di trovarci su della cocaina?
E perchè pensa che io sia un cocainomane?
E ancora: come ho fatto a guidare in quelle condizioni alle 6 di mattina?
Perchè Nico ha usato quella tattica così stupida con la Roberta? (“Dai Roby… Ciuliamo?”)
Sarà arrivato a casa vivo Marco?
Dove sarà andato a finire il mio iPod?
A quanti anni dovrò farmi il trapianto del fegato (e dei capelli)?
L’Ale mi si concederà ancora? Ci rifidanzeremo? Si fidanzerà con Nico?
Nico si ricorderà il paradisiaco profumo dell’Ale che ha sentito ieri sera?

Domande a cui nessuno può dare una risposta.

Chiudiamo così… ho già aperto l’acqua e ho su solo i boxer (ragazze, ho un fisico meraviglioso… se solo mi vedeste…).
Ancora grazie a tutti!
Domani sarò più vicino ai trent’anni che ai venti.
Divento grande.
Ma di serate come quella di ieri, di quelle che ci riducono così, lo prometto: ce ne saranno tante altre.
Perchè grande o non grande, la voglia di fare il pirla ci sarà sempre.

Ah, quasi dimenticavo: Nico e la Roby han fatto un paio di limoni…
Mica che pensate che il mio amico è andato in bianco…

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